Partito ieri in pompa magna il grande evento “2001 – Italia in Giappone”. Alla presenza del Ministro degli Esteri italiano Lamberto Dini e di Naruhito, il principe ereditario giapponese, è stata inaugurata la grande kermesse che porterà nel paese del sol levante tutto l’italian style, da Caravaggio a Pininfarina. L’evento, che si protrarrà per ben quindici mesi, è iniziato con una imponente mostra sulla vita di corte durante il Rinascimento.
L’esposizione, curata dal soprintendente di Firenze Antonio Paolucci, e articolata in quattro sezioni, presenta – presso il Museum of Western Art di Tokyo – 186 opere provenienti dai musei italiani. Per il trasporto sono stati necessari sessanta voli da Firenze a Tokio. Grandissimi i capolavori esposti in mostra tanto da far urlare allo svuotamento delle gallerie italiane alcuni addetti ai lavori non favorevoli alla manifestazione.
Italia in Giappone per la verità mostra un po’ il fianco alle critiche di coloro i quali non percepiscono il minimo significato didattico nelle mostre d’arte ma al contrario le considera semplice corollario al fantasmagorico battage pubblicitario che gira all’evento. L’inaugurazione di ieri si è svolta, solo per fare un esempio, tra mega-mongolfiere sul cui tessuto erano state stampate le immagini dei capolavori della nostra arte rinascimentale e tra laser multicolori…
Le migliaia di opere d’arte dunque sono state viste come tappeto rosso sul quale fare passare le varie ‘Alfa Romeo’, i gioielli di ‘Bulgari’ e tantissimi altri simboli della nostra migliore industria. Dunque le aziende hanno risparmiato in campagne pubblicitarie facendosi ‘trasportare’ in Giappone grazie alla nostra incredibile cultura oppure ‘Italia in Giappone 2001’ è una vera manifestazione di livello culturale, didattico e sociale?
Il giudizio del Popolo dell’Arte, che segue Exibart, è inequivocabile. In uno degli scorsi sondaggi abbiamo chiesto:
Italia in Giappone 2001: giusto traslocare centinaia di capolavori?
Si 29,39%
No 68,87%
Indifferente 1,74%
Il risultato del sondaggio è netto. Considerando l’importanza dei sondaggi di Exibart ed il numero di lettori che hanno votato è chiaro che la manifestazione desta un certo malumore all’interno del mondo degli appassionati d’arte. L’organizzazione avrebbe necessitato di un’immagine meno ‘commerciale’ nonché di risposte più convincenti alle numerose critiche.
Sondaggi correlati
Il sondaggio su Italia in Giappone
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hi.
i wonder if the information about the italian exhibition in tokio is dent - and received.
ciao.
ew.