La Fòcara non brucia d’arte

di - 15 Gennaio 2018
È una ritualità suggestiva quella che ogni anno si ripete a Novoli, piccolo centro alle porte di Lecce, tra il 16 e il 18 gennaio, per festeggiare Sant’Antonio Abate. Una festa connotata dalla monumentale Fòcara, il falò più grande del Mediterraneo, realizzato, sovrapponendo migliaia di tralci di vite in una serratissima composizione, frutto e orgoglio di un’intera comunità cittadina, devota e solerte.
Uno spettacolo eccezionale, tra i fiori all’occhiello della proposta culturale pugliese, che di anno in anno si rinnova anche grazie al fondamentale contributo di non pochi professionisti che all’evento religioso affincano concerti, talk, spettacoli teatrali, mostre ed interventi artistici. Valori aggiunti che fanno della Fòcara una manifestazione multiculturale e transmediale, tra musica, tradizione e arte, almeno fino all’anno scorso. Nell’edizione presente, infatti, l’arte è la grande assente. Non sono sufficienti gli eventi riguardanti artisti locali a reggere la qualità delle passate edizioni, né le dichiarazioni sulla promozione dell’arte del territorio possono sostituire la consolidata propensione internazionale. Anzi è bene precisare che l’una non esclude l’altra e che il binomio locale-internazionale non solo è possibile ma è anche auspicabile se condotto con qualità e competenza, nell’ottica del confronto e della reciproca conoscenza.
Se gli eventi musicali continuano a mantenere un  livello sostenuto (tra gli ospiti anche Edoardo Bennato e Giuliano Palma), non altrettanto si può dire per le arti visive, che quest’anno appaiono orfane di un nome di calibro internazionale. Neppure Francesco Jodice (premio Fòcara Fotografia 2017) ha allestito la sua personale, rompendo quella vincente consuetudine  portata avanti dal 2012 dal Fòcara Fotografia, che ogni anno, al reportage del fotografo insignito (quest’anno è toccato a Tony Gentile, autore del celebre scatto che vede Falcone e Borsellino vicini e sorridenti), affiancava la personale di quello precedente, in un fil rouge che univa una Fòcara all’altra, parafrasandone il perpetrarsi.
Gianfranco Baruchello, Focara 2016 ph. A. La Mastra
Un’assenza quella dell’Arte che ha tutto il sapore di una sconfitta, o meglio di una rovinosa cesura con quanto fino ad ora si era fatto e costruito. Hidetoshi Nagasawa, Jannis Kounellis, Gianfranco Baruchello, Daniel Buren, Regina José Galindo, Sisley Xhafa, H. H. Lim sono solo alcuni dei nomi che si sono succeduti fino ad oggi a Novoli, regalando, anche solo per pochi giorni, al piccolo paese salentino, una centralità nel mondo dell’arte contemporanea altrimenti impensabile. Nessun nome di rilievo quest’anno proseguirà e rafforzerà la scia. Indiscrezioni pre-festa suggerivano quello di Yoko Ono e sembra anche che l’artista avesse approntato un progetto, che oggi, con rammarico, sappiamo non vedrà la sua realizzazione, almeno quest’anno.
A confermarlo, non senza rammarico, è stato Giacomo Zaza, Direttore di FòcarArte: «Da molti anni i progetti artistici hanno accompagnato l’accensione della Fòcara di Novoli, la ‘festa del fuoco’ che richiama migliaia di visitatori da ogni parte della regione e dal resto d’Italia, contribuendo all’unicità e alla grandiosità di una prospettiva culturale non soltanto di Novoli e di Lecce, ma anche dell’intera Puglia e del Sud Italia. La Fòcara 2018 è in corso e, in qualità di direttore artistico ancora in carica, mi chiedo come sia stato possibile per la Fondazione Fòcara di Novoli trovare le risorse e lasciare ancora in sospeso i debiti delle precedenti edizioni. Le casse della Fondazione sono a secco e la Regione Puglia non ha stanziato i fondi per l’edizione 2018. Anzi sta conducendo un’indagine sulla inefficiente gestione finanziaria degli anni precedenti che ha causato una pesante situazione debitoria nei confronti di tutto lo staff e, ancor peggio, degli artisti (Kounellis, Baruchello, Buren e Jodice). In più l’edizione Fòcara 2018, data la situazione finanziaria “in difetto”, ha completamente escluso la sezione internazionale della FòcarArte dal calendario degli eventi e per giunta la Fondazione ha nominato, indebitamente, l’artista del Premio Fòcara Fotografia 2018, violando le prerogative stabilite dal ruolo della direzione artistica. La situazione che ruota intorno all’evento mette a repentaglio un lungo lavoro che ha trasformato la festa in onore di Sant’Antonio Abate – cresciuta grazie al prezioso supporto della Regione Puglia – in un evento nazionale oltreconfine. Purtroppo è stata mandata in fumo un’esperienza che ha accolto, e avrebbe continuato ad accogliere, artisti di fama internazionale. Per il 2018 era già pronto un progetto esclusivo di Yoko Ono che avrebbe svelato le storie delle donne di Puglia, aprendo uno “spiraglio” sensibile e unico sulla loro condizione. L’artista avrebbe chiesto alle donne di Puglia di condividere un “testamento” sul vissuto, un racconto o un testo dichiarativo unito all’immagine dei loro occhi. Yoko Ono avrebbe creato una piattaforma aperta capace di “svelare” il mondo dell’Altro e uno spazio d’incontro. Ora confido nella capacità e nella lungimiranza di Loredana Capone, assessore alla industria culturale della Regione Puglia, impegnata da mesi nel risolvere i gravi problemi della Fondazione Fòcara e ripensare, in una nuova prospettiva, l’evento, aiutandolo a riconquistare i suoi antichi splendori».
Silsey Xhafa, La Focara di Novoli, 2017 foto di Annamaria La Mastra
Di tutt’altro parere il Sindaco di Novoli nonché presidente della Fondazione Fòcara, Gianmaria Greco, che accusa i detrattori di essere  “provocatori per professione” e di attuare un “tentativo di delegittimare la manifestazione”, e prosegue: «Chi lancia strali e accuse alla Fondazione, dovrebbe conoscere i meccanismi e le procedure che sono legati all’erogazione dei finanziamenti rilasciati ogni anno dalla Regione Puglia e dagli altri enti finanziatori. Dovrebbero, per esempio, essere ben edotti sul fatto che la rendicontazione relativa all’edizione della Fòcara del 2016 non sia ancora terminata e che, per ovvie ragioni, non siano stati messi all’incasso i fondi previsti per la stessa annualità. Quanto all’edizione 2017, invece, la Regione non ha ancora provveduto ad approvare la delibera relativa ai contributi previsti per questo tipo di eventi culturali».
Una situazione incresciosa, dunque, in cui le missive e le dichiarazioni ai giornali prevalgono sugli incontri, mentre le polemiche sembrano prevalere su ogni possibilità di dialogo e rimedio, inficiando la gloria di una manifestazione di eccezionale interesse. A pagarne le spese é naturalmente il pubblico che, nel nome internazionale riponeva aspettative e stupore, e che ora si vede privato di un importante appuntamento culturale. Mentre le polemiche divampano e la Fòcara è pronta per ardere, l’Arte, quella internazionale, guarda altrove.
Carmelo Cipriani

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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