SATURNO: LUNE, ANELLI E MITOLOGIE |

di - 4 Dicembre 2008
Saturno è il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Averlo quindi a sfavore – e ce lo mostra Saturno Contro (2007), il film di Ferzan Ozpetek, in cui a far da tema principale è la separazione – significa vivere sotto il segno di cattivi presagi e infelici sventure. Ma è anche sinonimo di cambiamento, di nuovi incontri dai quali si può uscire provati e persino migliorati.
Sono comunque molteplici le discipline, dalla letteratura alla psicologia e dalla medicina all’antropologia, ad aver studiato gli effetti di Saturno in quanto condizione malinconica tendente al depresso e come dimensione necessaria per procurare solitudine e rallentare i processi del pensiero. Ma tra le discipline del Novecento è stata certamente la storia dell’arte ad aver lasciato in eredità le testimonianze più significative sul tema. E forse questo è accaduto proprio perché il dibattito critico sulla validità delle diverse metodologie di analisi ed esegesi dei fatti artistici era nel pieno del suo fervore.
Nell’ambito delle ricerche dell’Istituto Warburg, infatti, prima ad Amburgo poi a Londra e negli Stati Uniti, nasce l’iconologia, nuova metodologia di interpretazione del significato delle immagini per superare la contrapposizione tra la storia delle forme artistiche e la semplice iconografia. Tra i primi teorici di questa modalità di lettura dell’opera d’arte troviamo Erwin Panofsky e Fritz Saxl, entrambi collaboratori dell’Istituto Warburg, che pubblicano nel 1923 – e non è dunque un caso – un saggio sulla Melencolia (1515) di Albrecht Dürer.
Fondato sulle ricerche di inizio Novecento di Karl Giehlow, il testo è una complessa interpretazione del significato simbolico dell’incisione dell’artista tedesco. La trattazione è compiuta con una precisa ricognizione della lontana origine della divinità di Saturno e, attraverso un’articolata ricostruzione delle trame della loro evoluzione in termini di continuità, contaminazione e variazione nell’intreccio di filosofia, medicina, psicologia e storia letteraria, esamina il tema della malinconia. Il saggio fu il primo tentativo di dimostrare come alcuni dei maggiori capolavori dell’arte e del pensiero si fossero nutriti di credenze e pratiche popolari che altro non erano se non frutti degeneri della scienza e della speculazione classiche.
A distanza di alcuni decenni, il tema di Saturno e della melanconia è nuovamente affrontato, sempre in area tedesca, da Rudolf Wittkower, anch’egli collaboratore dell’Istituto Warburg e autore di una serie di saggi che hanno per oggetto il problema della migrazione dei simboli da Oriente a Occidente. Ma il più interessante tra questi, per l’excursus saturnino, è senza dubbio Nati sotto Saturno. La figura dell’artista dall’antichità alla Rivoluzione francese (1963). Scritto a quattro mani con la moglie Margot Wittkower, il testo è un saggio decisamente attuale per l’indagine sull’animo melanconico degli artisti, quel particolare temperamento che alcuni filosofi rinascimentali ritrovano in molti artisti in quanto personalità egocentriche, lunatiche, nevrotiche, ribelli e stravaganti, ma al tempo stesso con il genio della creazione. I due critici ripercorrono così le radici del mito dei nati sotto il segno del pianeta in un arco di tempo che va dalla civiltà greca alla Rivoluzione francese e indagano quando, come e perché si sia formata nella coscienza collettiva l’immagine dell’artista, quali ne siano stati i tratti distintivi e le fortune.
Arrivando al presente, anche Arto Lindsay – nel saggio Malinconia, contenuto nel catalogo della Torino Triennale – sostiene che l’influenza malinconica di Saturno può diventare un mezzo per giungere alla contemplazione: “La nostra vita è soggetta a un nuovo tipo di malinconia”, scrive infatti l’artista newyorchese, “ma non quella medioevale con il suo ruolo di diagnosi precoce della depressione o le successive mutazioni che hanno fornito le basi per i romantici e i decadenti, quanto invece, quel temperamento insinuatosi parallelamente alla nascita dell’individualismo, alla solitudine ritenuta necessaria per l’ispirazione e alla natura effimera della giovinezza e della beltà”.

E in questa direzione sembrano anche muoversi molti degli artisti invitati alla seconda edizione della Triennale torinese diretta da Birnbaum. Verso, cioè, il recupero della propria storia individuale in assenza di un senso da attribuire al presente. Nei loro lavori, infatti, sono presenti gli evidenti segni di ferite narcisistiche, di quell’insicurezza che porta a parlare sottovoce e che, nell’impossibilità di dare un senso all’esistenza, chiede continuamente conferme e legittimazione, nascondendone, invece, tutte le paure e i disagi che attanagliano l’individuo.
Alla fine, forse, è proprio come accade alla figura femminile rappresentata nell’incisione di Dürer, poiché anche lei, in fondo, ha in terra tutti gli strumenti necessari per muoversi ma, a quanto pare, con lo sguardo perso nel vuoto, non riesce a trovare l’energia e la giusta intuizione per usarli. Ed ogni cosa nell’incisione è sospesa nello spazio e nel tempo. Tutto è in posizione di equilibrio instabile, è contrapposto fra due stati dell’essere, fra due possibilità: la disperazione e l’ispirazione.

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claudio cravero


Bibliografia minima
E. Panofsky, F. Saxl & R. Klibansky, Saturno e la melanconia, a cura di F. Federici, Einaudi, Torino 1983
R. & M. Wittkower, Nati sotto Saturno. La figura dell’artista dall’antichità alla Rivoluzione francese, Einaudi, Torino 2005
D. Birnbaum (a cura di), 50 Lune di Saturno, T2 Torino Triennale, Skira, Milano 2008

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  • "E chi sono gli artisti nati sotto questo segno? Anime ribelli, egocentriche, solitarie e soprattutto malinconiche. Porsi sotto l’influsso cosmico di Saturno, dunque, significa molte cose."__________A volte bastano solo trigoni con il Sole di Nascta e quadrati con l'ascendente e congiunzione con Luna... perché nella vita di un artista Saturno faccia il suo CAOS come si deve... ____Arto Lindsey ha proprio ragione: senza l'influenza di Saturno nessun artista può davvero fermarsi in giusta "contemplazione". Dura influenza la sua, ma alla lunga se ne esce forti come Tori anche se si è di un altro segno:)_____Interessante articolo.

  • Ma di cosa si parla in questo articolo?
    Leggo di studi sugli influssi di Saturno e di discipline come la letteratura, psicologia, medicina e antropologia.
    Perchè Cravero non ha il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome?

    ASTROLOGIA

    Se siamo qui a parlare di influssi del pianeta Saturno sulle persone, facendo finta che sia una cosa acclarata, non è certo per merito del film di Optezec o per gli studi di eminenti antropologi, medici ecc., ma solo ed esclusivamente perchè esiste una disciplina che si chiama Astrologia.

    Non si può scrivere un articolo come questo ed avere paura di nominarla (secondo me solo perchè poi perderesti il rispetto dei tuoi amici intellettuali, a cui piace molto sentir parlare di antropologia e un po' meno di astrologia).
    Avendo di queste paure sarebbe stato meglio scrivere di altro.

  • non sono d'accordo con il commento precedente in cui si critica il fatto che non sia nominata l'astrologia: 1) perché è meglio dato che non se ne può più di averla vista criticare e confondere troppo spesso con gli oroscopi dei giornali________
    2)i pianeti di per sé e i loro influssi-(vedi Luna conclamata come grande influenzatrice da tutti ormai)-bastano e avanzano per poter parlare di influenze in un campo cosmico in cui anche l'uomo galleggia per aria..._______ 3)le influenze esistono o il signor Scarpati pensa che per caso non abbia influenzato-(quanto negativamente non sta a me dirlo)-pure lui con il suo commento, essendo ogni uomo come ogni pianeta un campo magnetico, questo articolo?

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