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Premio Gina Lollobrigida, Jago vince la prima edizione a Venezia

di - 3 Settembre 2024

È lo scultore Jago il vincitore della prima edizione del Premio Gina Lollobrigida, promosso dal MIC – Ministero della Cultura e Cinecittà per ricordare una delle più grandi interpreti del nostro cinema. Il riconoscimento è stato conferito oggi, 3 settembre, all’Italian Pavilion al Lido di Venezia, nei giorni dell’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il premio verrà assegnato annualmente a un talento nei campi di arte, fotografia, pittura, scultura, moda, design e cinema.

«Ricevere un premio deve essere un esercizio di umiltà, soprattutto se come in questo caso, tale riconoscimento porta il nome di Gina Lollobrigida», ha commentato Jago, che a Napoli ha anche un museo dedicato alle sue opere. «Sono onorato di essere associato all’opera senza tempo di un simbolo così importante per la nostra Italia. Porterò nel cuore questo momento, come incoraggiamento per le cose che verranno».

Jago

A consegnare il premio all’artista, conosciuto dal grande pubblico per le sue opere scultoree spesso di grandi dimensioni e dall’immediato impatto emotivo, il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e la Presidente di Cinecittà, Chiara Sbarigia, alla presenza del Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, che ha portato il suo saluto, e di Claudia Piaserico, Presidente di Confindustria Federorafi, che ha progettato e realizzato il premio.

Premio Lollobrigida a Jago, un artista poliedrico

«Per rendere omaggio al ricordo dell’eterna diva Gina Lollobrigida ecco un riconoscimento che ne celebra una tra le caratteristiche più spiccate, il suo profilo di artista eclettica e dal versatile talento. Un Premio che è una sorta di passaggio di testimone per proseguire sul cammino da lei tracciato e continuare a far parlare il mondo dell’Italia come di un Paese che è una inesauribile fucina di creatività», ha dichiarato Borgonzoni.

«Esattamente come Gina Lollobrigida, non solo grande attrice ma artista poliedrica, il premio vuole sottolineare la propria natura multidisciplinare, che questo artista – il primo a riceverlo – ben rappresenta», si legge nelle motivazioni. «Jago ha saputo coniugare perizia tecnica ed espressività plastica a una profonda e innata capacità comunicativa. L’impatto dei suoi soggetti, una spiccata sensibilità nel rapporto con la materia e un senso spettacolare nel dare forma emozionale al tempo, ne hanno fatto una figura di creatore riconoscibile, capace di imporsi sulla scena artistica internazionale, portando l’arte italiana nel mondo. Talento artistico e comunicativo sono aspetti che accomunano Jago alla dedicataria di questa iniziativa, Gina Lollobrigida. Che ci piace ricordare anche come scultrice, fotoreporter e poligrafa».

Biografia di Jago

Nato a Frosinone nel 1987, Jacopo Cardillo, conosciuto come Jago, fonda la sua ricerca artistica nelle tecniche tradizionali ma riesce anche a instaura un rapporto diretto con il pubblico mediante l’utilizzo di video e dei social network. Nel 2011 partecipò alla 54a edizione della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi, esponendo il busto in marmo di Papa Benedetto XVI (2009). La scultura giovanile è stata poi rielaborata nel 2016, prendendo il nome di Habemus Hominem e divenendo uno dei suoi lavori più noti. Nel 2019, in occasione della missione Beyond dell’ESA, Jago è stato il primo artista ad aver inviato una scultura in marmo (The First Baby) sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Nel novembre 2020 realizza l’opera Look Down, raffigurante in neonato incatenato, che viene collocata in Piazza del Plebiscito a Napoli, per poi essere esposta nel deserto di Al Haniyah a Fujairah (UAE). Il 1 ottobre 2021 Jago installa la sua Pietà nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, in Piazza del Popolo, a Roma, e il 12 marzo 2022 inaugura la mostra JAGO – The Exhibition presso Palazzo Bonaparte a Roma. Il 20 maggio 2023 il laboratorio nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, a Napoli, apre al pubblico come Jago Museum.

«Jago, attraverso le sue opere, riesce a toccare le corde più profonde dell’animo umano, invitandoci a riflettere, emozionarci e sognare. Con il Premio Lollobrigida, che ho fortemente voluto insieme al Sottosegretario Borgonzoni, continueremo a far rivivere l’arte e il talento di Gina Lollobrigida», ha concluso Sbarigia.

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  • Spero veramente prima o poi che gli eredi espongano una mostra fotografica di Gina Lollobrigida, fotografa che si è vista poco e che invece ha raccolto belle pagine di storia! grazie!

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