1 Metro Sotto la Metro di Roma: arte multimediale in tre fermate

di - 29 Novembre 2022

Per chi va di fretta e per chi se la prende comoda, per chi deve andare in ufficio e pensa ad altro, per chi è in ritardo a un appuntamento, per i turisti che si guardano intorno e per i quali tutto è nuovo: l’arte nella metropolitana è per loro. E ritorna puntuale, arrivata alla terza edizione, 1 Metro Sotto la Metro, la mostra diffusa d’arte interattiva e metropolitana in ogni senso, cittadina, urbana ma anche come medium, come mezzo di trasporto rapido di pensieri e suggestioni. Curata da Arianna Forte e organizzata da Fusolab 2.0, in collaborazione con ATAC e Flyer, la mostra di quest’anno presenterà, dall’1 al 4 dicembre, sette opere di new media art in tre stazioni della Metro C di Roma, a Pigneto, Teano e Gardenie.

Sarà questa l’ultima fermata di un progetto triennale che nelle precedenti edizioni ha coinvolto 20 artisti e otto stazioni della terza metropolitana della Capitale. Promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, il progetto è stato vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

La mostra, interamente gratuita, sarà aperta da giovedì, primo dicembre, a sabato, 3 dicembre, dalle 12 alle 20, con una novità: ogni giorno, alle 17:30 e alle 19, la curatrice Arianna Forte condurrà i visitatori in un tour guidato alla scoperta delle installazioni esposte, accompagnata dai protagonisti del progetto. L’area espositiva si trova all’esterno dei tornelli della metropolitana, pertanto non è necessario il biglietto o l’abbonamento per fruire della manifestazione. In programma anche workshop, quest’anno condotti dagli artisti Ginevra Petrozzi, Collettivo C.I.R.C.E. e Nexus, in calendario il 3 e il 4 dicembre, negli spazi del Fusolab 2.0 in Viale della Bella Villa 94.

Le fermate e le installazioni

«Le installazioni e i workshop in programma sono riflessioni visionarie e critiche sul futuro del nostro pianeta e sulle possibili interazioni con le altre specie e con le tecnologie intelligenti. Una terza e ultima edizione sicuramente ambiziosa che ha l’orgoglio di ospitare artisti di caratura internazionale», ha dichiarato Arianna Forte.

A Pigneto troveremo “Ossa”, l’installazione interattiva dell’artista italiano trapiantato a Helsinki Roberto Fusco, che riflette sulle somiglianze tra specie umana e animale tramite l’atto dell’incarnazione, permettendo allo spettatore di osservare il proprio corpo trasformato in quello di un altro essere.

Courtesy Marina Berarducci

Cinque le opere che troveranno spazio alla fermata Teano. La media artist Indiara Di Benedetto presenta “Portrait of a Generative Memory”, tra nuove tecnologie, materiali organici e archeologia. In questa installazione, il lukasa, un antico strumento mnemonico della tradizione congolese, viene “aumentato” con la tecnologia digitale, invitando lo spettatore a generare una serie di ritratti astratti e irripetibili partendo dal personale ricordo di un volto.

Courtesy Marina Berarducci

“Exposure” è l’installazione in realtà virtuale di Martina Carbone, che indaga la relazione tra media tecnologici e aspetti sensoriali dell’esperienza, «Facendo immergere il pubblico in un futuro distopico dove l’essere umano sarà quasi estinto e ormai rinchiuso sotto teca in un museo gestito da creature post-umane», spiegano dall’organizzazione. Sentite un brivido? Non è perché avete perso l’ultima corsa. L’artista iraniana con base a Parigi Golnaz Behrouznia presenta “Lumina Fiction #2”, un’enorme installazione immersiva che riproduce un ecosistema virtuale di microrganismi luminosi in interazione tra di loro e con i visitatori.

Courtesy Marina Berarducci

Da un assemblaggio di immagini via satellite è composta “Distantia”, del musicista e digital artist romano Franz Rosati che, in questo progetto audiovisivo multimediale, riflette su come la distanza possa mediare la nostra capacità di osservazione. Ancora sulla pervasività di intervento delle tecnologie sulla formazione del pensiero critico è incentrata “The Shielding”, opera dell’artista e fotografo palermitano Salvatore Vitale: un’intelligenza artificiale compone una narrazione video che si modifica in tempo reale in base agli input che recepisce dal pubblico.

Courtesy Marina Berarducci
Courtesy Marina Berarducci

Infine, alla fermata Gardenie, “Exolove Encounter”, degli artisti, programmatori e ricercatori francesi Antoine Schmitt e Hortense Gauthier, un’installazione animata da una creatura artificiale composta da pixel e suoni in grado di provare – realmente – piacere a contatto con lo spettatore. La creatura riproduce un vero e proprio “ormone artificiale” e propone un approccio sensoriale alternativo a quello cognitivo dell’intelligenza artificiale.

Courtesy Marina Berarducci

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