Acqua e grafite, l’arte essenziale di Serse al Jumeirah Capri Palace

di - 26 Settembre 2024

«Avevo bisogno di guardare al mondo nella sua essenzialità. Cosa c’è di più essenziale dell’acqua?». Serse Roma, conosciuto con il solo nome di Serse, è un artista di fama mondiale che ha affidato, nella fase matura della sua ricerca artistica, la propria visione del mondo al bianco e nero della grafite. Ammirare i suoi paesaggi d’acqua – dettagliati in modo quasi ossessivo, a tal punto realistici da sembrare fotografie – è ora possibile grazie all’unione di intenti fra Galleria Continua e il Jumeirah Capri Palace di Anacapri. Collaborazione celebrata il 15 e il 16 settembre scorso, con Riflessioni d’Acqua, una due giorni di incontri, compreso un workshop di disegno, e culminata con l’introduzione di una nuova opera di Serse nel White Museum, collezione privata dell’Hotel che include, fra i tanti, capolavori di artisti come De Chirico, Haring, Pomodoro e Plessi.

Nell’isola partenopea che fin dai tempi di Tiberio accoglie l’arte e la bellezza, le grandi opere dell’artista veneto si aprono come finestre sul mare, ampliando in un gioco di rimandi e riflessi l’attitudine alla meditazione e alla confortevole quiete a cui il cinque stelle lusso è votato. «Sono un autodidatta, ma nella mia educazione all’arte c’è molto dei miei studi di ingegnere – racconta Serse – La fisica è stata per me, e lo è ancora, una vera e propria ossessione. Wickoff, famoso critico della scuola di Vienna, diceva che l’artista guarda il mondo e, traducendolo attraverso l’immaginazione, lo ricrea rendendolo reale.  È ciò che ho fatto ritornando all’essenza delle cose».

Una pratica quotidiana e quasi ipnotica: a partire da fotografie da lui stesso scattate, Serse ritrae minuziosamente lo scorrere dell’acqua, flutti tumultuosi, l’ondeggiare lento e ozioso delle giornate di quiete. «Ho iniziato la mia attività di artista ricopiando opere di grandi maestri – prosegue – con il tempo è però cresciuta la necessità di staccarmi dallo strabismo della pittura e da tutti i riferimenti iconografici che non sentivo più miei».

Serse ritrova il nucleo centrale del suo percorso artistico, ancora una volta, nei suoi studi di ingegneria. «Il riduzionismo è un approccio filosofico e metodologico che cerca di comprendere sistemi complessi eliminando le parti esterne. Analogamente, ho iniziato ad eliminare dalla mia pittura ciò che non trovavo essenziale, come il colore, conservando l’elemento fondamentale, la grafite». E anche nella composizione chimica del medium d’elezione, la grafite, Serse ritrova il senso della ricerca compiuta. «Il diamante è luce, la grafite è il nero più profondo. L’alfa e l’omega. Entrambi composti dello stesso elemento, il carbonio, rappresentano l’unicità dell’esistenza. La mia arte lascia da parte i fronzoli per rifugiarsi nel senso intrinseco dell’elemento fenomenologico: il cielo, le montagne, l’acqua».

A sostenere il percorso artistico di Serse è Galleria Continua – galleria fondata a San Gimignano da tre amici appassionati d’arte e che oggi ha sedi anche a Roma, Parigi, San Paulo, Habana e Beijing – che ha coinvolto Jumeirah Capri Palace di Anacapri in una avventura estetica inusuale per chi si dedica all’accoglienza e al turismo di lusso. Racconta Ermanno Zanini, Vicepresidente Regionale di Jumeirah e Direttore Generale del Jumeirah Capri Palace. «La collaborazione con Galleria Continua e il focus dedicato a Serse rappresenta un altro passo nella direzione del nostro intento decennale di rendere la creatività parte integrante della nostra offerta.  Desideriamo creare un’esperienza estetica stimolante per i nostri ospiti».

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