Al via la Milano Drawing Week 2023: il disegno come connessione

di - 27 Novembre 2023

Proseguirà fino al 3 dicembre 2023, la terza edizione di Milano Drawing Week, il festival del disegno organizzato dalla Collezione Ramo. Per nove giorni, gli spazi espositivi di Milano si animano con un percorso articolato in 12 tappe alla scoperta dei grandi maestri del disegno dello scorso secolo in dialogo con opere d’arte contemporanea eseguite su supporti cartacei. La manifestazione, in collaborazione e patrocinata dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, asseconda il forte dialogo tra moderno e contemporaneo valorizzando l’esecuzione su carta come ponte di connessione tra arte del XX e XXI secolo.

La Collezione Ramo costella il circuito di gallerie e istituzioni culturali milanesi con una selezione di opere su carta di artisti storicizzati in dialogo con le produzioni artistiche più recenti: le varie personalità selezionate per la terza edizione della Milano Drawing Week hanno avuto la possibilità di inserire attivamente nella propria esposizione un’opera scelta di un grande artista del Novecento, creando un dialogo in senso teorico ed estetico. Il percorso coinvolge il Castello Sforzesco tramite la prestigiosa collaborazione con il Gabinetto dei Disegni, con un focus particolare ed intimo sui disegni prefuturisti di Umberto Boccioni esposti eccezionalmente per l’occasione. Si tratta di un corpus di opere su carta raffiguranti tematiche cardine della sua produzione artistica, indagando la fase divisionista e il momento iniziale del passaggio futurista fino al 1912: appare l’amato soggetto de La Madre riprodotto in vari momenti, i ritratti femminili e gli scorci sulla periferia industriale di Milano, dove lo stesso artista viveva e lavorava. Un segno intenso, grattato, stratificato, che anticipa la fase futurista ed è contemporaneamente in grado di dare individualità e spessore esecutivo alle opere su carta che testimoniano una maturazione artistica che segnerà la storia dell’arte stessa.

Riguardo al ritratto femminile, di straordinaria importanza per lo stesso artista è stata l’opera  Controluce che descrive una giovane donna sullo sfondo di una periferia cittadina, il cui volto è irradiato da una pioggia di luce proveniente dalla retrostante finestra: qui si trova il vero senso dell’importanza del disegno, troppo spesso considerato solo come bozzetto preparatorio rispetto ad un’effettiva considerazione dello stesso come opera d’arte indipendente ai pari della produzione pittorica e scultorea.

Come affermato da Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, «Il disegno è la prima forma di espressione artistica e ha da sempre costituito una delle modalità per esplorare l’immaginario umano, rimasta viva e attuale nonostante la continua metamorfosi delle modalità espressive. Milano Drawing Week mette in risalto la perenne vitalità e rilevanza del disegno nel contesto artistico moderno e contemporaneo, offrendo al pubblico un’opportunità di immergersi nel ricco patrimonio italiano di opere su carta e di scoprire la ricchezza degli archivi e delle collezioni civiche».

Mad Meg Patriarche n°34 – Le pollinisateur, 2019 China su carta, 230×140 cm Courtesy Collezione privata, Modena

Apre le porte a un’interessante collaborazione anche il Museo di Storia Naturale di Milano, ospitando una mostra trasversale nella quale le collezioni entomologiche del museo (insetti che, in questo contesto, appaiono come dei preziosissimi gioielli) dialogano con le opere dell’artista contemporanea Mad Meg e un capolavoro su carta di Giorgio De Chirico proveniente dalla Collezione Ramo. Numerose sono le gallerie che partecipano alla manifestazione (Clima, Galleria ZERO…, Giò Marconi, Kauffmann Repetto, Loom Gallery, Monica De Cardenas, OPR Gallery, Renata Fabbri, Spazio Lima e la Galleria Tiziana di Caro, con sede a Napoli ma per l’occasione presente a Milano), presentando le opere di artisti contemporanei quali John Bock, Umberto Chiodi, Luca Gioacchino Di Bernardo, Benni Bosetto, Vadim Fishkin, Juul Kraijer, Mad Meg, Valerio Nicolai, Adrian Paci, Brandi Twilley, Serena Vestrucci, in dialogo con quelle dei grandi maestri del secolo scorso, quali Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Umberto Boccioni, Alighiero Boetti, Massimo Campigli, Alik Cavaliere, Betty Danon, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Piero Manzoni.

Serena Vestrucci Toccare il fondo, 2014 Pennarelli su carta e una settimana, 32 x 18 cm Courtesy l’artista e Renata Fabbri, Milano Foto: Alberto Fanelli

Quest’anno, oltre alle mostre, ci saranno anche alcuni eventi collaterali volti a indagare le infinite potenzialità di questo mezzo espressivo: performance visive, un concerto, uno sketch mob e un laboratorio didattico.

Grafite, acquerelli, collages, gouaches, pastelli, pennarelli come mezzi della produzione-su-carta in grado di incanalare idee e ricerche su di un processo intramontabile e fondamentale per i percorsi creativi degli artisti. È qui, nella paradossale solidità della carta come mezzo, che prendono forma movimenti, produzioni, cicli e pensieri concretizzandosi nero su bianco. Chi ha paura del disegno? (titolo della mostra curata da Collezione Ramo presso il Museo del Novecento, 2018) è una suggestione fondante per comprendere appieno l’importanza dell’azione del disegnare, atto creativo sospeso tra dimensione dell’infanzia come culla della creatività  e ricerca artistica perpetua.

Loom Gallery: Vadim Fishkin e Piero Manzoni, Milano Drawing Week 2023, installation view, foto Marco Cappelletti
Galleria Tiziana Di Caro: Luca Gioacchino Di Bernardo e Gianfranco Baruchello, Milano Drawing Week 2023, installation view, foto Marco Cappelletti
Gianfranco Baruchello, Skizo corpus philosophica, 1974, matita grafite e acquerello su carta, 17.5 x 11.9 cm, Courtesy Collezione Ramo, Milano In mostra presso Galleria Tiziana Di Caro: Luca Gioacchino Di Bernardo e Gianfranco Baruchello, Milano Drawing Week 2023, foto Marco Cappelletti
Renata Fabbri: Serena Vestrucci e Alighiero Boetti, Milano Drawing Week 2023, installation view, foto Marco Cappelletti

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  • Disegno, sempre e dovunque che si rivela fin da tenera etĂ , rivelandosi comportamento quotidiano fino ai 6 anni, quale periodo espressivo prescolare, che gli specialisti della pedagogia, considerano, quale rivelazione illustrativa delle proprie emozioni, dalle cui immagini scaturiscono, racconti di vita interiore, di disagi, di adattamento allo sviluppo intellettivo, che si fa via via sempre piĂš interessante.Poi si entra a scuola, e scatta una molla in cui il fanciullo pensa di imparare a disegnare, allo stesso modo in cui impara a leggere-a scrivere-a fare di conto, studiare uno strumento musicale. Ma questo sogno scompare, nei 5 anni di scuola Elementare, dove il disegno si fa sempre piĂš equivoco, privo di entusiasmo, si iniziano a strappare i fogli, da parte del discente che trova brutti i suoi risutati espressivi,cresce intellettualmente, ma si blocca nel disegnare, che fare?.....Io lo so cosa fare, e cosa dire al disegno dei bambini, e chi pensa di essere all'altezza di conoscere in merito, mi cerchi, oggi con il web, tutto è raggiungiubile.

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