Pecci School: otto incontri sull’arte che cambia, tra il 1989 e il 2001

di - 3 Novembre 2020

Se questo 2020 che stiamo attraversando ci sembra segnare un limite tra il prima e il dopo, aprendo tanti interrogativi su cosa succederà, anche il 1989 non è stato certo un anno semplice. Insomma, anche in quel caso, nel volgere di poco tempo – almeno nella percezione comune – cambiò praticamente tutto e si rese necessario ridisegnare confini geografici, politici e mentali. E poi, da quel momento, il mondo sarebbe diventato come lo conosciamo adesso. E l’arte? Come è cambiata la scena artistica contemporanea dalla caduta del Muro di Berlino all’inizio del nuovo millennio? Come hanno reagito gli artisti alle domande sospese di una società che stava cambiando sempre più velocemente? Se ne discuterà al Pecci School, ciclo di incontri promossi dal Centro Pecci per l’Arte Contemporanea che apriranno uno spaccato cronologico su quel momento, ampliando il punto di vista fino agli inizi del nuovo millennio, mettendo come limite il 2001, altro anno che chiuse un’epoca e ne aprì un’altra.

Pecci School: il calendario degi appuntamenti

Da “Post Human”, la mostra seminale di Jeffrey Deitch, tenutasi tra il 1992 e il 1993, prima al Museo di Arte Contemporanea di Losanna poi al Castello di Rivoli, fino all’evoluzione della fotografia e della video arte verso esiti sempre più sovversivi, passando per la storia e le scelte critiche dello stesso museo di Prato, per approfondire gli sviluppi di una ricerca artistica che riflette un mondo in rapido cambiamento. Tutti gli incontri si terranno ogni mercoledì, fino a metà dicembre, alle 18.30 e saranno trasmessi in live streaming sul sito del Centro Pecci.

Dopo il primo incontro del 28 ottobre, con una introduzione di Roberto Pinto, teorico dell’arte e curatore, gli altri talk saranno a cura di Daria Filardo, storica dell’arte, curatrice, educatrice, Desdemona Ventroni e Camilla Froio, storiche dell’arte e Matteo Innocenti, curatore, critico d’arte e docente, si proseguirà il 4 novembre, con “Altrove. Nuove voci nell’arena dell’arte”, di Daria Filardo.

Ecco il calendario degli altri appuntamenti: 11 novembre, “Una scena emergente: artisti italiani negli anni Novanta”, con Desdemona Ventroni; 18 novembre, “Inside out. Il museo verso la città”, con Desdemona Ventroni; 25 novembre, “Post Human. Corpi mutanti e nuove identità”, con Camilla Froio; 2 dicembre 2020, “Soggetti nomadi. Identità di genere a confronto”, con Daria Filardo; 9 dicembre, “Un’altra obiettività. Realtà e finzioni tra fotografia e video”, con Matteo Innocenti; 16 dicembre, “Il nuovo rapporto con il pubblico. Estetiche relazionali” con Matteo Innocenti.

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