Veronica Bisesti, Strumento di misurazione, Premio Conai. Ph. Credits Amedeo Benestante
Dieci, un numero perfetto, circolare, un culmine che lascia presagire anche un ritorno. Insomma, una sorta di nomen omen – ma dal punto di vista di una cifra -, perché dieci sono gli artisti che hanno partecipato alla seconda edizione di “Arte Circolare”, mostra visitabile al MAXXI di Roma, promossa da CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi. Impegnata nel riciclo di imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica e vetro, la società ha invitato Ruth Beraha, Veronica Bisesti, Lucia Cantò, Federica Di Pietrantonio, Antonio Fiorentino, Valentina Furian, James Hillman, Lucas Memmola, Francis Offman e Serena Vestrucci, a reinterpretare il grande tema della sostenibilità ambientale in chiave artistica.
La scelta degli artisti è stata effettuata da Marco Bassan e Ludovico Pratesi di Spazio Taverna, sulla base di un’attenzione per le tematiche dell’innovazione e della sostenibilità unita ad un curriculum internazionale. «L’arte contemporanea è un importante veicolo di innovazione per la sua capacità di produrre visioni controintuitive e punti di vista laterali ma lungimiranti», specificano i curatori della mostra. «Da tempo gli artisti si interrogano sulle questioni ambientali più urgenti portando all’attenzione del grande pubblico le sfide che la società deve affrontare per favorire uno sviluppo sostenibile sulla base dell’economia circolare».
La mostra presenta dunque una serie di opere che, sia per i materiali utilizzati che i temi affrontati, raccontano poeticamente una questione fondamentale per la nostra contemporaneità. Dal simbolo alchemico dell’uroboro di Ruth Beraha, reso con frammenti e scarti di lavorazione del vetro, al calco in bronzo di una foglia di Aloe le cui proprietà curative, per Veronica Bisesti, pongono le basi per la costruzione di una comunità incentrata sulla cura e la tutela del pianeta. Per Federica di Pietrantonio, lo scarto è invece rappresentato dalla sovrapproduzione di materiale digitale, mentre per Lucas Memmola il dialogo tra elementi naturali è scandito dall’individuazione di determinate condizioni dell’animo.
Insomma, «Le risposte alle sfide cui ci mette davanti il periodo che stiamo vivendo possono passare attraverso le strade più diverse», ha commentato il presidente di CONAI, Luca Ruini. «Per raccontare l’economia circolare abbiamo bisogno di nuovi percorsi e nuove visioni. Come quelle dei dieci artisti che hanno partecipato ad “Arte Circolare”. L’arte contemporanea oggi può essere veicolo di simbologie e valori aziendali: sono certo che anche quest’anno gli artisti sapranno sorprenderci nel raccontare il ruolo del Consorzio come attore di primo piano nella transizione ecologica».
Oltre alla mostra, il sostegno agli artisti emergenti da parte di CONAI prende forma con il Premio Conai, che prevede l’acquisto, da parte del consorzio, di una delle opere esposte, selezionata da una apposita giuria, che risponde meglio ai criteri di innovazione e sostenibilità. Per questa edizione, il riconoscimento è stato attribuito all’opera di Ruth Beraha.
In questa sede vengono presentate anche le opere della prima edizione di “Arte Circolare”, che si è tenuta nel maggio del 2022 da Spazio Taverna, a palazzo Taverna di Roma. Gli artisti coinvolti per la prima edizione sono Marco Emmanuele, Giulio Bensasson, Bea Bonafini, Gianluca Brando, Antonio della Guardia, Guglielmo Maggini, Diego Miguel Mirabella, Numero Cromatico, Lulù Nuti, Alice Paltrinieri. Il vincitore della prima edizione del premio Conai è stato Giulio Bensasson.
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