Festival dei calanchi e delle argille azzurre 2024, opera di Juan Sandoval
Un mese intero per riscoprire il fascino di un territorio che Leonardo da Vinci descrisse come «Calanchi delle argille azzurre»: un paesaggio modellato da milioni di anni, fatto di fondali marini fossili, argille e scorci spettacolari. Dal 5 settembre al 5 ottobre 2025, torna il Festival dei calanchi e delle argille azzurre, promosso dal Museo Carlo Zauli di Faenza.
Giunto alla sua quarta edizione, il festival, nato per valorizzare le colline tra Faenza, Brisighella, Riolo Terme e Castel Bolognese, mette in dialogo natura e cultura, con un calendario che va dalle arti visive al teatro, dalla danza alla musica, fino a trekking, degustazioni e attività dedicate al benessere. L’idea è quella di un doppio percorso, per gli amanti dell’arte contemporanea e per chi è in cerca di esperienze tra natura, enogastronomia e pratiche rigenerative.
Quest’anno il focus sarà rappresentato dalla mostra Azzurro fragile, allestita dal 5 al 14 settembre nel monumentale Palazzo del Podestà di Faenza. Dopo la tappa a Bologna, presso Palazzo d’Accursio, il progetto riunisce opere di Sergia Avveduti, Claudio Betti, Riccardo Calamandrei, Gaia Carboni, Jacopo Casadei, Marco Ceroni, Silvia Chiarini, Barbara De Ponti, Oscar Dominguez, Gruppo Fotografia Aula 21, Pietro Lenzini, Filippo Maestroni, Francesco Nonni, Giovanni Pini, Cesare Reggiani, Andrea Salvatori, Marco Samorè, Juan Sandoval, Noriko Yamaguchi, Carlo Zauli, Monica Zauli, Italo Zuffi. Un itinerario in divenire, con opere in molti casi realizzate appositamente per l’occasione, che riflette sulla fragilità e sulla forza dei paesaggi naturali e interiori.
Accanto a Faenza, il festival si amplia verso Imola, con una puntata a Palazzo Sersanti: protagonista sarĂ il fotografo Claudio Betti, che restituisce i calanchi in suggestivi chiaroscuri. In programma anche una conferenza con studiosi e operatori del settore su arte, paesaggio e sostenibilitĂ ecologica.
Non mancano le esperienze partecipative: il workshop Ceramica primitiva contemporanea, ospitato dal Museo Zauli e dalla Manifattura Sottosasso, vedrà artisti in residenza sperimentare antiche tecniche di cottura all’aperto, trasformando le terre in sculture primigenie e contemporanee al tempo stesso. E poi, concerti, letture poetiche, performance, degustazioni in aziende agricole locali come Podere la Berta, Cantina Bulzaga e Agriturismo Terra dei Calanchi completano un programma che vuole proporsi come un laboratorio diffuso. Al centro, il progetto di un Parco Culturale dei Calanchi, con il simbolico Padiglione delle argille installato al Punto Panoramico Dinosauri, a metà strada tra Oasi e Bulzaga.
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