Chantal Akerman, News from Home, 1976
Napoli apre una nuova finestra di confronto sui linguaggi audiovisivi contemporanei, con Artinmove Weeks â Reverse Angle, prima edizione del festival dedicato alle immagini in movimento e ai time-based media, in programma da oggi, 7 febbraio, fino al 4 marzo 2026. Promossa dallâOsservatorio Artinmove, centro di formazione, ricerca e produzione artistica nato nellâambito delle attivitĂ della Scuola di Fotografia, Cinema e Audiovisivo dellâAccademia di Belle Arti di Napoli, la manifestazione si articola come un dispositivo che mette in dialogo vari aspetti della creativitĂ contemporanea, dalla ricerca alla formazione, dalla riflessione teorica alla restituzione pubblica, allâinterno di un calendario diffuso di proiezioni, masterclass, talk, workshop e performance.
Il festival nasce nellâambito di P+ARTS â Partnership for Artistic Research in Technology and Sustainability, progetto finanziato dal PNRR e da NextGenerationEU, e mette al centro le immagini in movimento come strumenti da usare criticamente per interrogare memoria, trasformazioni tecnologiche e mutamenti degli immaginari. Il programma è pensato per osservare il contemporaneo da unâangolazione decentrata â quel âreverse angleâ evocato dal titolo â che invita a ripensare i rapporti tra cinema, arti visive, performance e installazione multimediale.
Curata da Gianluca Riccio e Gina Annunziata, che dirigono lâOsservatorio Artinmove, con il coordinamento organizzativo di Irene Pompeo, Artinmove Weeks coinvolge una rete ampia di partner accademici e istituzionali internazionali, tra cui la Fondation Chantal Akerman, la CinĂŠmathèque Royale de Belgique â Cinematek e lâEye Filmmuseum, oltre alla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, con il patrocinio del Comune di Napoli. Diversi i luoghi della cittĂ coinvolti: CASA â Centro delle Arti della Scena e dellâAudiovisivo, Palazzo Degas, Casa Cinema e Museo Madre.
Lâapertura del festival è affidata a una masterclass inaugurale di Anri Sala, che segna fin da subito il tono del programma, orientato a una pratica artistica dove il tempo, il suono e la percezione diventano materiali di indagine. Nei giorni successivi, il calendario propone incontri e momenti di confronto con artisti come Adrian Paci, Rä di Martino, Carola Spadoni, Irene Fenara, Emilio Vavarella ed Eva Giolo, le cui ricerche attraversano il cinema dâartista, la video-installazione e le pratiche performative.
Accanto alla produzione artistica, Artinmove Weeks dedica uno spazio consistente alla riflessione teorica e curatoriale. Il public program vede la partecipazione di studiosi e curatori come Lorenzo Benedetti, Elisabetta Modena, Vincenzo Estremo, Rossella Catanese e Stefania Zuliani, chiamati a discutere le trasformazioni delle pratiche audiovisive e dei loro slittamenti allâinterno di contesti espositivi e istituzionali sempre piĂš ibridi.
Uno dei nuclei centrali del festival è il ciclo di proiezioni Geografie dellâintimitĂ . Il cinema di Chantal Akerman, realizzato in collaborazione con Fondation Chantal Akerman e Cinematek. Il programma, introdotto da Gina Annunziata e Anna Masecchia, propone un attraversamento del cinema della regista belga, scomparsa nel 2015, come spazio di esplorazione del quotidiano, del corpo e della dimensione politica dellâintimitĂ , restituendone la complessitĂ formale e teorica.
Allâinterno di Artinmove Weeks trovano spazio anche momenti editoriali e performativi. Ă in programma la presentazione del volume Italian Experimental Cinema and Moving-image Art: New Paths, New Perspectives (Palgrave MacMillan), curato da Rossella Catanese e Jennifer Malvezzi, che offre una mappatura aggiornata delle pratiche sperimentali italiane nel campo delle immagini in movimento. A questa si affianca la performance live Beats & Pieces di Rossella Catanese e Piero Fragola, realizzata in collaborazione con Eye Filmmuseum Netherlands, che combina materiali dâarchivio e sonoritĂ elettroniche in un dispositivo audiovisivo dal vivo.
Per il programma completo, si può cliccare qui.
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