Azioni e suggestioni sul filo del contemporaneo, alla Rocca di Narni

di - 1 Giugno 2022

Quel legame tra gli individui e i luoghi, in grado di intrecciare sempre storie nuove. Da questa sinergia prende le mosse “Azioni”, progetto ideato dalla performer Silvia Piconi, nativa del territorio umbro, che ha coinvolto 12 artisti, tutti legati da radici comuni. Silvia Piconi, Giulio Molaioli, Valeria Molaioli, Riccardo Murelli, Antonio Bonfiglio, Graziano Marini, Marino Ficola, Giuseppe Friscia, Virginia Ryan, liliana Malta, Andrea Pinchi, Silvia Giani si incontrano così negli spazi della Rocca Albornoziana di Narni, tra gli edifici monumentali più rappresentativi dell’Umbria. Qui, in questa a roccaforte costruita nel 1367, a dominare la valle del fiume Nera, si dipanano le suggestioni dell’arte contemporanea, avvolte dal Rocchetto Rosso della stessa Piconi.

Azioni: 12 artisti alla Rocca di Narni

Le lamiere di acciaio preziose di Giulio Molaioli, architetto di formazione, riportano a memorie di origami creando, all’interno di antiche armerie e feritoie in pietra, un rimando all’attuale periodo storico di leggera pesantezza. Valeria Molaioli, artista che fonde la materia alle sensazioni emotive, riporta le steli solcate dal fiume “Nar” Nera nel riciclo del materiali contemporanei, come il polistirolo, solcato dalle preziosità dei minerali dell’età Neolitica del bronzo.

Riccardo Murelli, scultore precocemente scomparso in terra umbra, ha tracciato nella sua vasta produzione incisoria e scultorea, i percorsi intrecciati ma sapientemente equilibrati, di un filo di Arianna che tutt’ora prosegue nelle installazioni di linee in acciaio corten presenti in valle umbra. Andrea Pinchi, umbro di nascita e presente sul territorio di Narni e Foligno, con i suoi Palii vittoriosi tra colore e forma, ripercorrendo le tracce di un vissuto che parte nel riciclo di antichi organi musicali, che lui stesso ha restaurato nella tradizione di famiglia, fino alla ri-costruzione di tracce contemporanee.

Marino Ficola, interprete della scultura e pittura contemporanea, costruisce realtà ingabbiate ma libere. Partendo dalla ceramica con un codice sapiente di famiglia, nativo di Deruta, esplora e oltrepassa il confine della materia stessa. Virginia Ryan, artista australiana ma umbra di adozione, è interprete attivista del territorio e la sua ricerca si snoda tra passato e presente, dalla pittura alla performance, alla scultura e al teatro.

Silvia Giani, architetto, trova il suo centro nel cuore della Valnerina, nella rigenerazione sostenibile della materia tessile, creando arazzi e manipolando la materia in un Ready Made contemporaneo, dando nuova vita a lane, nastri e texture, legate ai ricordi e al vissuto di tradizioni che, come in un mosaico, trovano il loro nuovo disegno in un’identità attuale. Graziano Marini, con il suo astrattismo immerso nella campagna di Todi, attraversa, fluttua e penetra lo spazio con campiture di colore e forme di una sapienza costruita negli anni, dopo una ricerca stilistica che lo vede attratto dalle culture afgane, mesopotamiche e Iraniane.

Liliana Malta si avvicina alla ceramica del territorio con valenza energetica, prediligendo i materiali poveri come la terracotta e il ferro. Di eguale forza nel colore delle tele con assetto acrobatico e voluttuoso di forme libere e gestuali con geometrie volumetriche che occupano lo spazio riempiendolo di infinito.

Giuseppe Friscia, da Arezzo a New York nella formazione che lo ha visto al sostegno del rinomato Brand Italiano Prada. Scomparso da poco, lascia le sue tracce d’identità fatta di graffi e grumi di colore, lungo scie di pigmento materico che si trasforma in scultura immensa e metallica. Antonio Bonfiglio, prestigioso autore del panorama artistico italiano del ‘900, rappresenta il padre della pittura che con opere pubbliche, premi e riconoscimenti internazionali porta la sua produzione oltreoceano con un messaggio e una visione accademica di origine squisitamente Italica lasciando un cospicuo patrimonio artistico dal timbro storico narrativo.

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