Fondazione Serena Messanelli Zweig
È poco più che uno scoglio nel mare. Eppure, nel corso dei secoli, l’isola azzurra ha visto arrivare imperatori romani, re e regine, intellettuali e poeti, artisti e star hollywoodiane. Capri sembra esercitare sull’intero cosmo un’attrazione magnetica, motivo per cui ogni anno centinaia di migliaia di turisti vi approdano, anche solo per godere di paio d’ore di “dolce vita”. Nella miriade di definizioni – anche contraddittorie – attribuite all’isola napoletana è facile perdere le coordinate di quale sia la sua vera anima. La Fondazione Serena Messanelli Zweig, costituita per volere della Signora Claudia Zweig in memoria del marito Carlo e di tutta la famiglia Messanelli, nasce proprio con questo arduo compito: recuperare e scrivere una narrazione su “cosa” e “chi” sia realmente Capri. Un lavoro devoluto soprattutto a chi a Capri ci è nato ma anche a chi sull’isola ci viene, non per consumarla, ma per viverla fino in fondo.
«Partiamo dal luogo, che poi è esso stesso storia – Racconta Massimo Esposito, art director di Centro Insula, sede della Fondazione – Con il caro amico Emilio Ruotolo, presidente della fondazione, abbiamo deciso di rendere un’abitazione privata degli anni ’60 un luogo in tutto e per tutto devoluto all’esposizione e all’arte. L’idea è quella di creare un luogo aperto ad un confronto fa il “dentro” e il “fuori”, onesto e arricchente per tutti».
Esposito ha così lavorato per uno spazio che fosse il più possibile duttile: dal total white degli ambienti a un sistema di illuminazione che gioca fra luce naturale e artificiale, e una combinazione di pannellature che possano dividere o creare percorsi e corner dedicati. «In questi spazi la cultura autoctona si affaccia sul mondo esterno e viceversa. Nulla è calato dall’alto: stare in questi luoghi vuol dire dare e ricevere. Con questa idea, ancora in evoluzione, abbiamo iniziato il nostro percorso espositivo con Dalla Linea al Colore, retrospettiva dedicata a Mario Laboccetta, pittore napoletano che scelse di vivere un pezzo importante della propria vita a Capri. Con Il borgo marinaro – Uno sguardo interiore ci siamo quindi aperti alla fotografia riunendo gli sguardi di dieci autori capresi su Marina Grande, uno dei luoghi simbolo dell’isola».
Nei progetti futuri della fondazione c’è però la volontà di aprirsi ad un mondo dell’arte più che mai internazionale. «Credo sia importante per la riscoperta di un’identità culturale rispecchiarsi nella visione artistica di chi viene da fuori – conclude Massimo Esposito – Vogliamo che la Fondazione sia un crocevia culturale: restituendo l’anima autentica dell’isola e, al tempo stesso, utilizzando Insula come spazio inclusivo e dinamico. Chiederò agli artisti ospiti di dedicare, in occasione delle loro esposizioni, una o più opere a Capri. Sarà un modo per scoprirci attraverso gli occhi degli altri».
Fino al 13 luglio 2025, la Fondazione Serena Messanelli Zweig ospiterà la mostra di Luigi Masecchia 10.381 tappi, a cura di Massimo Esposito e Bruno Flavio. Dieci opere in grande formato – dedicate a personaggi che popolano l’immaginario collettivo in qualità di vere e proprie icone pop come Totò, Pino Daniele, Maradona – sono state create da Masecchia con l’utilizzo di un materiale sostenibile, il tappo di bottiglia, maneggiato e unito ad altri materiali con grande maestria.
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