Catanzaro Contemporanea 2025: proiezioni e talk per una Calabria che crede nell’arte

di - 30 Giugno 2025

Visioni e narrazioni che si incontrano, sguardi e relazioni che si intrecciano, per la prima edizione di Catanzaro Contemporanea, il nuovo festival curato da Francesco Vaccaro e promosso dal Comune di Catanzaro, che dal 4 al 6 luglio 2025, presenterà una serie di proiezioni e conversazioni pubbliche per fare dell’arte un’esperienza accessibile e diffusa. Organizzata con il patrocinio di Regione Calabria, Fondazione Marisa Bellisario, Ordine degli Architetti della provincia di Catanzaro e Università Magna Graecia, la manifestazione segna l’inizio di un percorso che si protrarrà fino a novembre 2025, tra workshop e attività di formazione, coinvolgendo artisti, curatori, studiosi e cittadini, in una riflessione collettiva sui linguaggi del nostro tempo. Catanzaro Contemporanea nasce con l’ambizione di diventare un enzima culturale per la Calabria, capace di generare nuove vitalità e riattivare luoghi e comunità attraverso l’arte contemporanea, senza retorica ma con la forza gentile del pensiero critico e della bellezza.

Il festival si apre con VIDIMU, mostra collettiva a cura di Claudio Libero Pisano presso il Complesso Monumentale del San Giovanni. Protagoniste otto artiste di rilievo internazionale – Sonia Andresano, Elisabetta Benassi, Bruna Esposito, Iulia Ghita, Myriam Laplante, Raffaela Mariniello, Marzia Migliora, Fiamma Montezemolo – che attraverso la videoarte esplorano temi politici, sociali e intimi con linguaggi e sguardi plurali. «Vidìmu in calabrese è un verbo che esprime più che il semplice guardare, una parola oziosa che contiene diverse opzioni sul modo di vedere le cose, senza fermarsi a ciò che appare, che sta di fronte, spostando invece lo sguardo verso i confini e la periferia dell’immagine, dove si rivelano soluzioni altre», sottolinea Claudio Libero Pisano, curatore del progetto. La mostra, visitabile fino al 31 luglio, è accompagnata da un catalogo edito da Rubbettino, distribuito a visitatori e studenti come strumento critico e didattico.

Bruna Esposito – L’infito di Leopardi nella lingua dei segni – 2018, courtesy artist

Accanto alle immagini in movimento delle artiste, arriva per la prima volta in Calabria Artecinema, storica rassegna napoletana diretta da Laura Trisorio. Due le serate di proiezioni all’aperto nel cortile del San Giovanni: si parte il 4 luglio con Arte Povera. Appunti per la storia di Andrea Bettinetti, seguito il 5 luglio da Daniel Buren. L’Observatoire de la lumière di Gilles Coudert e da Renzo Piano. L’architetto della luce di Carlos Saura. Un’occasione per entrare nei processi creativi e nei contesti in cui l’arte prende forma, con la presenza dei registi a dialogare con il pubblico.

Il terzo asse di Catanzaro Contemporanea 2025, Conversazioni, propone incontri pubblici per incentivare il confronto su temi trasversali ma centrali nell’esperienza della creatività contemporanea. Venerdì, 4 luglio, alle 19, La curatela come atto poetico, con Chiara Bertola, curatrice della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e Michela Alessandrini, storica dell’arte e curatrice presso la Fondation Cartier di Parigi. Il dialogo, moderato da Francesco Vaccaro, si concentra sul ruolo della curatela come forma narrativa, gesto relazionale e strumento di ascolto. Il 5 luglio, alle 19, il secondo appuntamento, La luce si fa spazio, coinvolge Gregorio Botta, artista visivo noto per il suo lavoro sul vuoto, la trasparenza e la materia impalpabile, e Luca Galofaro, architetto, docente e fondatore dello studio LGSMA, in un dialogo, moderato da Mara Varia, vice presidente della Fondazione Architetti di Catanzaro, incentrato sul rapporto tra luce, forma e materia.

Elisabetta Benassi – Mirage#3 – 2005, courtesy artist e Magazzino, Roma

Il programma include anche due attraversamenti guidati che connettono l’arte contemporanea ai luoghi simbolo del territorio: il Parco Internazionale della Biodiversità (5 luglio) con le opere di Antony Gormley, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, tra gli altri; e il Museo e Parco Archeologico di Scolacium (6 luglio), dove le rovine antiche diventano scenografia naturale per il dialogo con l’arte del presente.

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