Centrale Fies. Teo Ala Ruona & Artor Jesus Inkerö. Photo credits Alessandro Sala
A Centrale Fies è tutto pronto per FEMINIST FUTURES, dopo il weekend di LIVE WORKS Free School of Performance a cura di Barbara Boninsegna e Simone Frangi, dedicato all’approfondimento pratico e teorico dei confini delle arti performative, dove il pubblico ha potuto vedere in prima nazionale le performance live di artiste e artisti internazionali che lo scorso anno.
Dal 14 al 16 luglio la programmazione estiva prosegue con l’ampia selezione di performance e installazioni ma anche dibattiti e incontri tenuti da artiste e artisti internazionali come Selma Selman, Florin Flueras, Milla Koistinen, Chiara Bersani, Stina Fors, Thais Di Marco, a cura di Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta.
«Centrale Fies monitora da sempre gli spostamenti della performance, le sue evoluzioni, le pratiche, i linguaggi, spesso schierandosi e sperimentando in prima linea, per chiedersi continuamente quale sia la posizione di un centro che ha il compito di individuare e far crescere materia viva e complessa, come quella delle Arti Performative», ha spiegato Barbara Boninsegna, Direttrice artistica del centro.
In occasione dei tre giorni di FEMINIST FUTURES, la programmazione performativa – da quest’anno aperta al pubblico – si arricchisce con la Feminist School, un’articolata proposta di workshop e incontri che riscrivono le modalità in cui si trasmette il sapere e, soprattutto, chi lo trasmette e chi lo riceve. Con Mihaela Drăgan, Sara Marchesi, Muna Mussie in dialogo con Zasha Colah, Chiara Bersani, la Feminist School è pensata e offerta come un momento di espansione della programmazione in cui non solo le partecipanti ma l’istituzione stessa ha occasione d’apprendere nuovi saperi, criticità e modalità lavorative.
Per dare voce e amplificare situazioni marginalizzate all’interno del sistema arte, Centrale Fies persegue il suo compito proponendo affermative action per artiste italiane razzializzate o collaborazioni con la piattaforma Mophradat, che sostiene progetti artistici di artisti emergenti del mondo arabo. Torna quest’anno il club musicale-performativo negli spazi di Fies con artiste donne e movimenti Queer come Hatis Noit, Witch Club Satan, Marina Herlop e Rifugio Amore.
Un ruolo fondamentale sarà giocato dal pubblico, in presenza e social: insieme è obiettivo di Fies ridisegnare paesaggi e contesti al di là di quelli già immaginati offrendo una diversa esperienza al momento di comprare il biglietto, che, come in molte realtà europee vede la formula di “Pay what you want”, ma con la differenza di non averlo legato a cosa economicamente ti puoi o non ti puoi permettere, che ghettizzerebbe un’altra volta, ma al rapporto che vuoi instaurare con Centrale Fies (esplora 5 €, apprezza 10 €, ama 5 €, sostieni 20 €). Questo nuovo rapporto passa attraverso delle precise linee guida, posizionate nei punti strategici del centro e offerte al pubblico, immaginate per condividere e sensibilizzare a un atteggiamento inclusivo, aperto e rispettoso di ogni cosa e persona, in una sorta di vademecum per lo stare assieme all’interno dello spazio fisico e mentale condiviso.
Era del post-boom, edifici museali monumentali e uno sguardo sempre più rivolto alla propria storia interna: i primi dieci anni…
Laurent Le Deunff in residenza e in mostra presso pianobi, ha realizzato un’opera site-specific, ossia una fontana raffigurante una marmotta…
Partecipazione emotiva, dimensione spirituale: le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano per la prima volta il lavoro di un'artista vivente. E…
A Kyoto il festival KG+ presenta un ricco programma con oltre cento artisti e una costellazione di mostre dedicate alla…
La mostra inaugurale trasforma l’onda in una metafora di equilibrio instabile e cambiamento, segnando l’esordio veneziano di Sanlorenzo Arts con…
Una riflessione che parte dal saggio del teorico e critico d’arte Mike Watson per addentrarsi nelle controculture digitali e documentare…