Un accordo per valorizzare la cultura, la sua conservazione e la sua diffusione. Citi, società statunitense leader nel settore dei servizi finanziari, ha aderito al progetto “Adotta una statua”, promosso e ideato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, per finanziare i lavori di restauro della Cattedrale e sostenere la conservazione e la valorizzazione di alcune statue che, per ragioni conservative, sono state rimosse dal Duomo e depositate presso il Cantiere Marmisti, il laboratorio alle porte della città dove nascono le nuove sculture e trovano ricovero quelle più fragili.
L’iniziativa di raccolta fondi, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano, ha l’obiettivo di recuperare questi pezzi storici, dandoli in adozione ad aziende e privati in prestito temporaneo, a fronte di un contributo finalizzato ai restauri della Cattedrale. Insomma, in 630 anni di storia – la Veneranda Fabbrica fu fondata nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, per la progettazione e costruzione del monumento – bisogna capire i tempi e immaginare nuove strategie per conservare e valorizzare i propri beni culturali.
Il sostegno della banca americana è stato dedicato alla statua raffigurante la “Santa con libro” che, a seguito di un intervento di pulitura, è tornata al suo antico splendore. L’opera, completamente restaurata, è stata quindi esposta nella sua nuova collocazione presso l’ingresso del palazzo in Piazzetta Bossi, dove si trovano gli uffici, recentemente rinnovati di Citi che, del resto, ha sede nella città meneghina e rapporti con l’Italia già dal 1925.
Realizzata in marmo di Candoglia, la statua risale alla seconda metà del XVI secolo e rappresenta una “Donna con libro”, probabilmente un testo sacro, elemento che ha portato a identificare la statua come “Santa”. L’iconografia è piuttosto comune nelle rappresentazioni cristiane, in riferimento alla fedeltà verso le Sacre Scritture. È una figura elegante e delicata con i capelli semi raccolti in una ricercata acconciatura e una veste di pizzo ricamato, eseguita sulla base di un modello a opera di Francesco Brambilla, scultore che lavorò per la Veneranda Fabbrica del Duomo dal 1572 al 1585. L’opera, oggi sostituita sul Monumento da una copia, era originariamente collocata sulla facciata esterna dell’Abside, la parte più antica del Duomo da cui prese avvio la sua costruzione nella seconda metà del Trecento.
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