Con Art Transfer puoi trasformare le tue fotografie in un’opera di Munch

di - 15 Aprile 2020

Non si tratta di migliorare la saturazione, il contrasto o la luminosità di una foto, con Art Transfer ogni filtro è un’opera d’arte diversa. Questa nuova funzione di Google Arts & Culture sfrutta gli stili dei capolavori più famosi per ritoccare le immagini. Così, a colorare le nostre fotografie ci sono i toni angosciosi di Munch, le pennellate di Van Gogh, i motivi ricorrenti di Frida Kahlo, la fluida trama delle Ninfee di Monet e tanti altri dettagli di quadri noti.

Che cos’è Art transfer

Tra le varie proposte di Google Arts & Culture, emerge questa nuova funzionalità che permette di applicare alle proprie immagini le caratteristiche dei quadri più famosi.
Per utilizzarla basta scaricare l’applicazione e selezionare la funzione aprendo il menu fotocamera.

Dopo aver scattato o semplicemente caricato la foto dalla propria galleria, è possibile scegliere, tra le varie opere a disposizione, lo stile che si vuole trasferire sulla propria foto. Non ci si annoia nemmeno mentre la trasformazione è in corso: durante il caricamento si possono leggere curiosità legate al quadro, allo stile e all’autore scelto. Una volta pronta la “foto-capolavoro” è possibile scaricarla sia in formato immagine, sia come gif, in modo da osservare l’animazione della metamorfosi artistica.

Quando l’arte incontra la tecnologia

Art Transfer funziona grazie a un particolare modello di intelligenza artificiale progettato da Google Arts & Culture. La manipolazione della foto avviene tramite un’operazione algoritmica che trasforma l’immagine ispirandosi allo stile artistico scelto, senza limitarsi a fondere le due cose o sovrapporle.

La tecnologia, però, non basta: tutto ciò è stato reso possibile anche grazie a istituzioni culturali internazionali come la National Gallery, il Museo d’arte giapponese MOA e molti altri che hanno partecipato a questa promozione artistica.

Educare il pubblico all’arte attraverso un’app

«La grande onda di Kanagawa di Hokusai, detiene il dubbio onore di essere l’unica opera d’arte (almeno finora) a essere stata trasformata in un’emoji». Questa è solo una delle tante curiosità condivise sulla piattaforma. L’idea di introdurre informazioni particolari sull’opera si dimostra una soluzione in grado di stimolare il pubblico alla scoperta della storia dell’arte.

Art Transfer non è l’unica funzione su Google Arts & Culture che permette al pubblico di giocare attraverso la propria fotocamera: c’è ArtSelfie, in grado di rivelare a quale famoso volto artistico somiglia il proprio viso, o Color Palette che, in base ai colori presenti nella foto, seleziona una serie di opere con le stesse nuances.

L’app, con le sue funzionalità, non si rivela solo un mezzo interattivo utile per entrare a contatto con un quadro in modo divertente, ma un’occasione didattica alternativa per scoprire tutti i dettagli delle opere d’arte.

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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