Da Maurizio Cattelan a Liu Bolin, al via L’Aquila Capitale della Cultura 2026

di - 19 Gennaio 2026

Produzione culturale, ricerca artistica e rigenerazione urbana: questi i momenti chiave del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, che ha preso ufficialmente il via con la cerimonia di presentazione tenutasi il 17 gennaio, a segnare simbolicamente il passaggio dalla lunga stagione della ricostruzione a una nuova fase di centralità culturale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Il progetto L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si sviluppa lungo un arco temporale di 300 giorni, con oltre 300 iniziative che spaziano tra arti visive, musica, teatro, danza, cinema, ricerca e pratiche di partecipazione condivisa. L’impianto complessivo vuole attivare un sistema territoriale che coinvolge il centro storico, i quartieri, i borghi e le aree interne, facendo dialogare istituzioni culturali, università, enti di ricerca, accademie e realtà produttive.

Uno degli assi portanti del programma è il dialogo tra patrimonio storico e sperimentazione contemporanea. In questa direzione si collocano i progetti sviluppati con il MAXXI L’Aquila, che per l’occasione estende la propria azione oltre Palazzo Ardinghelli. Tra le mostre, Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930–1960, a cura di Mario Centofanti, Raffaele Giannantonio e Andrea Mantovano, ospitata da giugno a dicembre negli spazi restaurati di Palazzo ONMI: un’indagine sul Moderno in Abruzzo che intreccia architettura, città e produzione artistica.

Auditorium del Parco

Accanto alla dimensione espositiva, il 2026 aquilano si caratterizza per una forte attenzione alla formazione e alla produzione interdisciplinare. Il Festival internazionale ItARTS – Back to L’Aquila, ideato dal Conservatorio A. Casella, conclude proprio nel capoluogo abruzzese un percorso internazionale che ha attraversato Asia ed Europa. La tappa aquilana, in programma a febbraio, coinvolgerà luoghi simbolo come l’Auditorium del Parco Renzo Piano e il Teatro dell’Accademia di Belle Arti. Il sistema AFAM è protagonista anche con l’Evento delle Accademie, progetto dedicato alla scultura contemporanea che riunisce sei Accademie di Belle Arti – L’Aquila, Roma, Napoli, Brera, Carrara e Ravenna – attorno al tema Azione, relazione e ambiente, rafforzando il ruolo della città come polo nazionale di alta formazione artistica.

Sul fronte dei grandi progetti internazionali, L’Aquila 2026 accoglierà l’artista cinese Liu Bolin, che realizzerà tre nuove opere fotografiche performative in luoghi iconici del territorio, dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio a Rocca Calascio, mentre a fine maggio Marinella Senatore porterà in città SOND – The School of Narrative Dance, un progetto partecipativo che culminerà in una grande parata collettiva, trasformando lo spazio urbano in un palcoscenico condiviso. Non mancherà l’attenzione alla memoria storica del Novecento, reinterpretata attraverso la stretta contemporaneità: in autunno, il MAXXI L’Aquila ospiterà una mostra dedicata a Fabio Mauri, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, che valorizzerà il legame tra l’artista degli iconici Schermi e la città, rievocando i 20 anni di insegnamento all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Elemento strutturale dell’anno sarà infine l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, pensato per misurare l’impatto delle politiche culturali su benessere, coesione sociale e sviluppo. In questo senso, L’Aquila si proporrà dunque come modello di sperimentazione nazionale, con la cultura che diventa infrastruttura civica e strumento di rigenerazione.

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