Dall’Unione dei Buddhisti Italiani in arrivo un fondo speciale di un milione di euro per sostenere le realtà impegnate nella diffusione della cultura e dell’arte e radicate nei territori, da nord a sud della Penisola. In questo modo i buddhisti italiani desiderano sostenere quelle realtà della cultura che svolgono un’insostituibile opera di testimonianza e conservazione delle tradizioni culturali locali, oltre che rappresentare spesso un presidio di socialità. Oltre che all’arte e alla cultura, l’Unione dei Buddhisti Italiani, a marzo 2020, aveva donato un milione e mezzo di euro a favore della protezione civile, per la costruzione di un nuovo ospedale.
«Con questi fondi vogliamo intervenire a sostegno di un settore nevralgico della società e dell’economia italiana, messo seriamente in difficoltà dall’emergenza Coronavirus e che dovrà affrontare ancora mesi di grande incertezza e sofferenza. La nostra scelta ha l’obbiettivo di sostenere e valorizzare diverse realtà che operano sui territori del nostro Paese e rappresentano una risposta preziosa al degrado civile oltre che culturale», ha spiegato Filippo Scianna, presidente dell’UBI – Unione Buddhista Italiana.
L’Unione Buddhista Italiana venne fondata nel 1984 su iniziativa di Vincenzo e di alcuni centri buddhisti allora presenti sul territorio italiano, che incominciarono a incontrarsi per porre le basi della costituzione di una associazione che potesse raggruppare le diverse realtà del buddhismo in Italia. Nel 1993, l’UBI ottenne il riconoscimento giuridico come ente di culto dal Governo italiano e rientra nella quota dell’8×1000. Tra le sue finalità, oltre a contribuire alla diffusione degli insegnamenti e delle pratiche della dottrina buddhista, anche sviluppare la collaborazione tra le diverse scuole e favorire il dialogo con le altre comunità religiose e con le istituzioni culturali e accademiche su argomenti di interesse comune.
La call per accedere al fondo speciale di un milione di euro sarà aperta fino al 20 maggio e comunque fino a esaurimento del fondo stesso, sul sito unionebuddhistaitaliana.it. Qui si troveranno tutte le informazioni e i criteri che guideranno la selezione dei soggetti che potranno fare domanda. Per richiedere altre informazioni si può scrivere a emergenza@buddhismo.it.
«Il nostro è un piccolo gesto rispetto all’enorme esigenza creatasi, che vuole comunque testimoniare l’importanza di tutelare il lavoro di queste persone e ribadire come il mondo della cultura debba continuare ad avere il posto che merita nella società italiana. Attraverso questo impegno vogliamo anche rimarcare come cultura e ricerca interiore siano spesso intrecciate nelle vite degli esseri umani, sostenendosi reciprocamente e testimoniando come la conoscenza possa concorrere a renderci migliori ed essere un motore decisivo per la ripartenza», ha concluso il presidente Scianna.
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