CHEAP ICONS x David Lynch, ph. Margherita Caprilli
David Lynch sapeva rendere inquietante la realtà quotidiana senza mai davvero abbandonarla. Più che una fuga nel fantastico, la sua cifra onirica è una sorta di realtà aumentata o esasperata, un mondo identico al nostro, spinto fino al punto di crisi, sull’orlo dello lacerazione, per mostrare ciò che rimane nascosto sotto la superficie delle cose. Nelle sue opere il perturbante non irrompe dall’esterno ma si lascia presagire dall’interno, tra le pieghe della normalità . Basti pensare a quanto Twin Peaks abbia in comune, su più livelli, con il famigerato caso Montesi che scosse l’Italia degli anni Cinquanta: la provincia, il corpo femminile come luogo di proiezione collettiva, il cortocircuito tra cronaca e occultamento, tra morale pubblica e desiderio rimosso. Non sappiamo se Lynch conoscesse quella storia ma è evidente come la realtà , nelle sue opere, cada sempre dentro la finzione, contaminandola. Nel nuovo progetto di CHEAP il movimento è inverso. Qui sono le opere – o meglio, i frammenti dell’immaginario lynchiano – a cadere nella nostra realtà . Accade per strada, a Bologna, sui muri e negli spazi dell’affissione urbana, proprio nei giorni più densi e affollati dell’Art Week, quando la città diventa un campo visivo saturo di stimoli, eventi, immagini. In questo contesto, l’incontro con Lynch non è mediato dallo schermo o dal buio della sala ma avviene nel pieno della vita quotidiana, mentre si cammina, si attraversano quartieri, si incrociano sguardi.
Il 20 gennaio 2026 ha segnato un anniversario simbolico: 80 anni dalla nascita di David Lynch, regista, artista e visionario scomparso un anno fa ma ancora potentemente presente nei nostri incubi, nelle ossessioni visive e nelle mitologie contemporanee. Per l’occasione, CHEAP torna in strada con una nuova affissione pubblica: ICONS Directed by David Lynch, secondo capitolo del progetto ICONS, dedicato alle icone defunte e al nostro bisogno compulsivo di celebrarle, rimpiangerle, feticizzarne la scomparsa.
ICONS è il progetto “obituale” di CHEAP, una call for posters che indaga il culto dei morti illustri, il fanatismo del lutto di massa, la monossessione dei coccodrilli mediatici. Dopo il debutto nel 2023 con un omaggio a David Bowie, la seconda edizione trova in Lynch una figura quasi inevitabile. Il suo immaginario, più che mai, continua a perseguitare sogni e visioni collettive, a generare echi che attraversano cinema, arti visive, musica e graphic design.
Alla call hanno risposto 431 poster provenienti da 14 Paesi. CHEAP ne ha selezionati 77, che saranno affissi per un mese nelle strade di Bologna, dal centro storico fino ai colli. Ne emerge un ritratto corale e frammentato, che attraversa linguaggi e tecniche diverse: fumetto, illustrazione, fotografia, graphic design, tecniche miste, per una costellazione di volti, personaggi, atmosfere, paesaggi mentali che sembrano usciti dagli incubi lynchiani o dai loro residui.
I manifesti evocano titoli come Blue Velvet, Cuore Selvaggio, Eraserhead, The Elephant Man, Mulholland Drive, Lost Highway, Dune, Twin Peaks, riverberi di una filmografia che continua a parlarci proprio perché non si lascia mai chiudere in un significato definitivo. Lynch, del resto, ha sempre costruito opere che non si prestano a una spiegazione univoca, proprio come la realtà .
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