I servizi educativi rappresentano oggi uno dei cardini dell’identità museale, dispositivi culturali che trasformano il museo in un luogo vivo, permeabile alla società, dove il patrimonio diventa occasione di inclusione e partecipazione. Educatori, mediatori e curatori didattici operano come ponte tra le opere e le comunità, interpretando le collezioni e rendendo accessibili linguaggi spesso complessi. E in un momento storico che chiede ai musei di essere sempre più aperti e socialmente attivi, la riflessione su questa funzione diventa quindi una necessità strategica, oltre che civile.
È in questo contesto che Venezia si prepara a celebrare i dieci anni di Grand Tour, il format ideato da Palazzo Grassi – Punta della Dogana, sede veneziana della Pinault Collection, che dal 2015 porta nella città lagunare le esperienze più innovative dell’educazione museale internazionale. Il 14 e 15 novembre, al Teatrino di Palazzo Grassi si terrà un appuntamento speciale che riunisce tutte le istituzioni che hanno partecipato alle edizioni precedenti, trasformando l’anniversario in un momento di confronto collettivo e di sperimentazione aperta al pubblico.
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2015), Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze (2016), Centre Pompidou di Parigi (2017), Manifesta 12 a Palermo (2018), lo S.M.A.K. Stedelijk Museum voor Actuele Kunst di Gand in Belgio (2019), MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma (2020), ECAL/Ecole cantonale d’art de Lausanne di Losanna in Svizzera (2021), Van Abbemuseum di Eindhoven nei Paesi Bassi (2022), Haus der Kulturen der Welt di Berlino in Germania (2023) e Mucem, Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée, di Marsiglia (2024). Sono queste le istituzioni che negli ultimi dieci anni hanno contribuito a costruire il patrimonio di pratiche e riflessioni di Grand Tour. E per questa edizione celebrativa, tutte tornano a Palazzo Grassi, portando la loro esperienza in un denso programma di incontri riservati ai professionisti, workshop e attività partecipative.
La due giorni si apre oggi, 14 novembre, con un incontro riservato ai professionisti, articolato in cinque tavoli di discussione che affrontano le sfide centrali dell’educazione museale contemporanea: Learning, Caring, Out-reaching, Being part, Mediating & Sharing. Ogni tavolo è guidato da due moderatori che hanno curato edizioni passate di Grand Tour, per dialogare su metodi, criticità e prospettive.
I risultati di questo lavoro collettivo verranno restituiti la mattina del 15 novembre, sempre al Teatrino di Palazzo Grassi, attraverso le illustrazioni dell’artista Roberta Ragona (Tostoini), che tradurrà visivamente processi, idee e intuizioni emerse durante le discussioni.
Nel pomeriggio di sabato,15 novembre, dalle 15 alle 17, Grand Tour si apre al pubblico con Palazzo Grassi HACK, un articolato programma di workshop e laboratori ospitati all’interno della mostra di Tatiana Trouvé, La strana vita delle cose. Le istituzioni invitate condurranno una serie di attività, tra condivisione, scrittura, ascolto, gioco e immaginazione.
Dal dialogo sugli opposti di Hors-sol alle pratiche di scrittura automatica, dalle letture biografiche legate agli oggetti alle carte di interpretazione progettate da Manifesta, fino all’urlo pubblico come gesto comunitario e allo “scambio di sogni”, ogni laboratorio rivela un approccio diverso alla mediazione museale, offrendo ai visitatori l’occasione di sperimentare la varietà di linguaggi e pratiche che definiscono i servizi educativi contemporanei.
Il calendario completo è disponibile sul sito di Palazzo Grassi.
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