Fondazione Elpis a Milano. Intervista a Marina Nissim

di - 16 Novembre 2022

L’apertura al pubblico è coincisa con una proposta espositiva che il nome di “HAZE. Contemporary Art From South Asia”: una mostra collettiva a cura di HH Art Spaces e Mario D’Souza che propone un inedito sulla ricchezza e l’eterogeneità dell’arte contemporanea dell’Asia meridionale, presentando 21 artisti di diverse generazioni, attivi tra India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka (fino al 5 marzo 2023).

Di Fondazione Elpis, del suo percorso, del suo nuovo presente e dei suoi obiettivi ne abbiamo parlato con Marina Nissim, Presidente della Fondazione.

Marina Nissim. Ph. Nicolò Panzeri

Da dove arriva la Fondazione Elpis? Come è nata, che strada ha percorso prima di raggiungere Milano? E in che direzione si muoverà?

«La passione per l’arte contemporanea e la volontà di supportare i giovani artisti e i talenti meritevoli sono gli elementi cardine che hanno portato alla nascita della Fondazione Elpis nel 2020. Da allora abbiamo realizzato mostre, eventi, residenze e incontri in tutta Italia con l’obiettivo di valorizzare e promuovere le forme espressive delle arti e della creatività contemporanee. Giorno dopo giorno si è sviluppata cosi una rete sempre più ampia di persone conosciute lungo il percorso. In particolare grazie a Una Boccata d’Arte, il progetto d’arte contemporanea che da tre anni realizziamo in collaborazione con Galleria Continua e con la partecipazione di Threes. Un’iniziativa diffusa in tutta Italia che ogni anno in estate coinvolge 20 artisti nell’ideazione di installazioni in 20 borghi, uno per ogni regione, favorendo l’incontro fra talento e territorio.
Oggi siamo felici di fare un nuovo passo importante con l’apertura di una sede stabile nel cuore di Milano, un centro di progettualità e di sperimentazione che si rivolge a tutta Italia e non solo, con un approccio libero, multiculturale e aperto a linguaggi e visioni contemporanee».

Fondazione Elpis, I piano – Haze – Contemporary Art From South Asia.

Nella storia espositiva e collaborativa di Fondazione Elpis il “viaggio” costituisce un riferimento chiave. Quale valore aggiunto ha in quanto strumento, se strumento di ricerca possiamo considerarlo, e come si colloca all’interno di un progetto che mette al proprio centro l’incontro?

«Fin dai nostri primi passi, l’incontro con le persone è sempre stato la scintilla da cui è scaturito ogni progetto. Le iniziative promosse e realizzate da Fondazione Elpis nascono da momenti di dialogo e scambio che valorizzano le capacità e le idee di ciascuno. In questo senso, il viaggio diventa non solo uno strumento di ricerca e di scoperta ma anche un momento fondamentale del processo di incontro, di conoscenza e ascolto degli artisti e delle realtà con cui la Fondazione si relaziona. Così è nata ad esempio la mostra ¿soy Cuba?, aperta nel 2017 alla Palazzina dei Bagni Misteriosi di Milano, frutto di un viaggio che ho compiuto alla scoperta della scena artistica cubana. Allo stesso modo, è partita proprio da un’esperienza di studio in India la mostra collettiva HAZE. Contemporary Art From South Asia con cui inauguriamo i nuovi spazi. Durante la pandemia è stata concepita poi l’idea di sviluppare un progetto molto più articolato, Una Boccata d’Arte, proprio per andare incontro alle persone, agli artisti e ai territori che stavano soffrendo in quel momento. E di istinto ha avuto inizio un viaggio in tutta Italia che basa la sua forza proprio sul contatto diretto, il confronto e il dialogo tra artisti, curatori, amministrazioni locali e cittadini. Un viaggio che ormai da tre anni ci porta a scoprire le tradizioni e lo straordinario patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano reinterpretato attraverso il linguaggio contemporaneo degli artisti».

Fondazione Elpis, HAZE, ph. Shivani Gupta

La mostra inaugurale della nuova sede di via Orti 25 a Milano ha il carattere di una collettiva, frutto di un viaggio studio in India. Chi sono gli artisti e cosa ci svela della scena artistica dell’Asia Meridionale?

«Abbiamo scelto di inaugurare i nuovi spazi di Fondazione Elpis a Milano con la mostra collettiva HAZE. Contemporary Art From South Asia, a cura di HH Art Spaces e Mario D’Souza, che sarà aperta al pubblico fino al 5 marzo 2023. È un progetto a cui abbiamo cominciato a pensare alcuni anni fa, nato da un viaggio in India che ho fatto prima della pandemia. In questa occasione ho avuto modo di incontrare molti degli artisti presenti in mostra e di appassionarmi al loro lavoro. Con questo progetto ci fa piacere proporre uno sguardo inedito sulla ricchezza e l’eterogeneità dell’arte contemporanea dell’Asia meridionale, presentando opere di pittura, scultura, disegni, fotografie, performance e installazioni site specific. In mostra abbiamo 21 artisti di diverse generazioni, attivi tra India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka: Amol Patil, Avian D’Souza, Bani Abidi, Diptej Vernekar, Divyesh Undaviya, Fazal Rizvi, Joydeb Roaja, Kedar Dhondu, Lala Rukh, Madhavi Gore, Madhu Das, Munir Kabani, Nikhil Chopra, Pala Pothupitiye, Pranay Dutta, Romain Loustau, Sahil Naik, Shivani Gupta, Soumitrimayee Paital, Vineha Sharma, Yasmin Jahan Nupur. Le tematiche affrontate sono molte – dalle condizioni e i diritti dei lavoratori in un’era di migrazioni globali, alle questioni di genere, dall’eredità post-coloniale all’espropriazione delle terre indigene, dalla libertà d’espressione alla situazione politica fino alla sopravvivenza e metamorfosi delle tradizioni e dei rituali. L’intento di questa mostra è che lo spettatore possa avvicinarsi ai linguaggi e alle riflessioni più attuali dell’arte contemporanea di questa regione».

Una Boccata d’Arte 2022, Alice Ronchi, Caro Montemarcello , Montemarcello (SP), Liguria. Courtesy_ Fondazione Elpis. Ph Nuvola Rave

L’intervento di restauro e riqualificazione realizzato dall’architetto Giovanna Latis intende cucire storia e contemporaneità. Come si traduce a livello architettonico-visivo e che identità avrà questo luogo?

«La nuova sede milanese di Fondazione Elpis si trova nel cuore di Porta Romana, all’interno dell’isolato Orti Lamarmora. L’edificio è caratterizzato dall’esterno dalle facciate in mattoni rossi a vista, ed era in origine adibito a lavanderia industriale al servizio del vicino istituto di ricovero per anziani, costruito nel 1885 e abbandonato dai primi anni Novanta del Novecento. Il progetto di ristrutturazione è pensato per mantenere inalterato il suo sapore industriale. Giovanna Latis, l’architetto, ha voluto dare al progetto un approccio conservativo sia verso i volumi sia sui materiali e le superfici, introducendo al tempo stesso alcuni elementi di discontinuità riconoscibili. Le parti esterne in mattoni sono state restaurate e le capriate del tetto, ottocentesche, sono state in parte recuperate per la copertura e in parte utilizzate per realizzare il grande tavolato in legno grezzo per la pavimentazione del piano primo. I piani sono stati collegati tra loro da una nuova scala interna aerea in acciaio bianco, dando continuità visiva e fisica tra gli spazi e portando luce al piano interrato, di nuova realizzazione. Un piccolo corpo in legno affaccia sul giardino a nord ed è pensato come una vetrina da cui godere la vista verso le opere esposte all’aperto».

“Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere una ristrutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni”, sosteneva Hermann Hesse. Che sia un buon viaggio, Fondazione Elpis.

Una Boccata d’Arte 2022 , Dessislava Madanska, INTANGIBLE , Fumone (FR), Lazio . Courtesy_ Fondazione Elpis. Ph © Danilo Donzelli Photograp

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