GianMarco Porru + Lessico Familiare
Con il progetto “Lessico immaginario”, il brand Lessico familiare e l’artista GianMarco Porru confermano la loro collaborazione, fatta di unione di linguaggi e poetiche, dopo “Lunario” (2021) e “Tableau Mariage” (2022). Un sodalizio, quello tra il dirompente ed innovativo trio di designer e il poliedrico autore, che interpola arte e moda fino a sconfinare in vere e proprie pièce teatrali che mettono in scena l’immaginario magico e rituale di Porru sublimato attraverso i capi di Lessico familiare.
«Siamo nostalgici, ma non fermi nel passato» è il minimo comun denominatore di una ricerca, operata dal trio, che affonda le proprie radici nel riutilizzo e nel preesistente, attraverso la raccolta degli scarti e la successiva trasformazione in capi che assumono l’aspetto di un collage di ricordi, grazie all’assemblaggio, per niente celato, delle componenti più disparate.
“Cocktail”, la nuova collezione, è stata presentata il 12 febbraio negli ambienti della Fondazione Sozzani di Milano. Gli abiti, protagonisti della mostra temporanea, vengono declinati da personalità e linguaggi generando “Lessici” diversi: “Lessico Materico”, in collaborazione con Aponteboretti, “Lessico Musicale”, con Gilda Manfrin, “Lessico nascosto” con Benedetta Barzini e “Lessico Immaginario” con GianMarco Porru.
Ispirati dal celebre romanzo di Natalia Ginzburg, il collettivo Lessico immaginario gioca con indole Dada sui significati e rielabora i capi attraverso cui veicola nuovi messaggi, proprio come avviene per la mostra temporanea che rinnova ed esalta i linguaggi attraverso l’apporto di personalità artistiche durante tutto il mese di febbraio. Tessuti di riciclo più disparati, dal tulle al nylon, dal pile agli acetati e alla seta, abiti ripescati da vecchi armadi o passati da amici, costituiscono solo una parte della visione onirica restituitaci da GianMarco Porru. In Studio per arazzo, opera performativa, si disegna un’ipotesi di mappa astronomica: la discesa della luna e la caduta delle stelle, l’abbandono completo del controllo e una danza quieta e amara. Raccolto nello spazio della pedana che ha ospitato gli altri scenari di “Lessico familiare”, l’arazzo si muove in un notturno silenzioso dove le ritualità antiche, indagate da GianMarco Porru, lasciano spazio al riposo e al rito quotidiano del sonno.
Il torpore altrui si guarda con curiosità e cautela, quasi a desiderare e sorvegliare il sogno o eludere l’incubo, l’artista lo progetta come Un tableau vivant, da osservare dall’alto, cogliendo appieno la “circostanza misteriosa”. Aspettando il prossimo rituale di GianMarco Porru, “adesso fa notte”.
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