Nell’ottantesimo anniversario della Liberazione e in un periodo di forti tensioni sociali e identitarie, la necessità di ridefinire la grammatica civile della memoria si fa più urgente e proprio i più giovani potrebbero fornire una chiave di lettura inaspettata e contemporanea. Nasce così il progetto che ha coinvolto studentesse e studenti selezionati dalla Scuola Holden, guidati dai docenti Andrea Bozzo e Aurelio Tortelli. Dopo un percorso di studio, ascolto e confronto, è stato scelto un messaggio che, più che commemorare, interroga: cosa significa oggi essere liberi di discutere, di dissentire, di ricordare?
Il risultato è un manifesto dall’impatto diretto, pensato per vivere nei feed di Instagram come nelle bacheche di biblioteche e scuole. Stampabile in più formati e colori, scaricabile gratuitamente online e adattabile a social network, il manifesto è un invito a far rivivere il 25 aprile nei contesti più diversi – fisici e digitali – riattivando la partecipazione dal basso.
«La forza di questa iniziativa consiste nell’essere un progetto fortemente radicato sul territorio, ma con uno sguardo al futuro», ha dichiarato Daniele Jalla, Presidente del Museo Diffuso della Resistenza. «Per evitare che il significato della Liberazione si riduca a una semplice data, abbiamo pensato a una la campagna che potesse coinvolgere le nuove generazioni, utilizzando strumenti moderni e interattivi. Il messaggio “Se siamo liberi di discutere del 25 aprile, è grazie al 25 Aprile” diventa un invito a ricordare e far rivivere l’eredità della libertà in un mondo sempre più connesso».
A sottolineare il carattere inclusivo dell’iniziativa anche le parole di Annalisa Ambrosio, direttrice didattica della Holden Academy: «Trovare le parole è il lavoro che i nostri studenti e le nostre studentesse fanno sempre, ma questa volta è stato decisamente più importante. Non c’è stato bisogno di dirlo: in tanti hanno partecipato alla selezione che era necessaria per entrare a far parte del gruppo di lavoro». La speranza è che «Il manifesto faccia nascere qualche pensiero a chi passa di lì, e che questi pensieri tutti insieme rendano più vivo l’ottantesimo anno della Festa della Liberazione dal nazismo e dal fascismo – nome un po’ lungo che però ogni tanto vale la pena di essere pronunciato per intero».
«Il 25 aprile – ricordano i presidenti della Regione, del Consiglio Regionale e del Comitato “Resistenza e Costituzione” – è la festa di tutte le forze democratiche del nostro Paese. È la festa di tutti gli italiani». Ma è anche un’occasione per riflettere sulla direzione del nostro presente e su cui discutere. Proprio grazie al 25 aprile.
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