"Equinox Collaborative Performance" dettaglio, Bill Claps e Simon Berger, sullo sfondo cima della Concarena. Ph. Bill Claps
Il giorno dell’equinozio d’autunno, il 22 settembre, nella valle che separa il Pizzo Badile dalla Concarena, avviene un fenomeno particolare ricco di simbolismi. Il sole che sorge alle spalle del Pizzo Badile, il monte che per la sua forma rappresenta il maschile, tramonta nella fessura della Concarena, la cima associata al femminile, proiettando di rimando la sua ombra per una danza di luce studiata e ammirata sin dal Paleolitico. Questa striscia di terra che giace ai piedi di montagne sacre, è la Val Camonica, il sito UNESCO che raccoglie ben 380.000 incisioni rupestri in un museo a cielo aperto e in continua espansione.
Questo contesto storico e naturale fa da sfondo a Equinox Collaborative Performance, la collaborazione performativa tra l’artista americano Bill Claps e lo svizzero Simon Berger, che si svolge nella cornice del Parco di Seradina-Bedolina. Accanto una delle tante rocce la cui pelle riporta tatuata una mappa e una riconoscibile rosa camuna, simbolo della regione Lombardia, levita immobile una lastra di vetro vergine, sostenuta da supporti di ferro, che lascia trapassare il profilo delle montagne su cui affaccia.
Dopo i pochi minuti necessari agli artisti per trattenere il fiato e calarsi nella parte, e consentiti al pubblico per guardarsi intorno incuriosito e porsi delle domande su quello che accadrà di lì a poco, la performance ha inizio esattamente nel momento dell’equinozio. Come in una partitura musicale per pianoforte, dove la mano destra disegna la parte melodica e la sinistra la accompagna nell’armonia, Claps inizia a tracciare con sottili linee nere il profilo delle montagne, mentre Berger, in un alternarsi contemplativo, con lievi ma udibili martellate, crea spaccature nel vetro che sprigionano luce propria. Pian piano le cime, dipinte e rese materiche ma allo stesso tempo eteree dalle rotture del vetro, si rivelano timidamente così come la loro copia originale, nascosta da nuvole passeggere.
La luce, le montagne e un’allure di sacro non solo sono elementi ricorrenti, qualcosa ha attirato proprio qui questi artisti, come un legame invisibile con il tempo passato che risuona nell’aria con lo stesso ritmo. Se inizialmente la dura pietra batteva su rocce friabili per creare racconti e innalzare preghiere, il suono negli anni si è fatto metallico grazie all’arte locale della ferrarezza, la forgiatura del ferro nelle famose fucine di Bienno.
È in questo borgo che gli artisti vengono chiamati a raccolta da Cinzia Bontempi, co-curatrice della performance e direttrice artistica del virtuoso progetto Bienno Borgo Artisti 2.0. Equinox Collaborative Performance inaugura infatti la residenza di Bill Claps che per tre anni occuperà una delle fucine messe a disposizione come studi per gli artisti.
Il borgo da alcuni anni ha infatti dato il via a una serie di residenze d’artista che hanno contribuito a ripopolare il paese, anche grazie alla lungimirante visione di un comune che ha saputo investire nel contemporaneo. Proiezioni, mostre, laboratori, tecniche personali sviluppate in sinergia con la tradizione locale e con le persone che vi abitano sono l’ingrediente vincente di un progetto di qualità che crea valore per il paese, per gli artisti e per il mondo dell’arte. Il risultato è una realtà camaleontica che sa continuamente reinventarsi attraverso lo scambio reciproco di saperi, la collaborazione e l’impiego, da parte degli artisti, di medium diversi. In Val Camonica l’arte corre sul filo di energie invisibili ma esistenti dall’alba dei tempi, sussurrata attraverso le epoche storiche dal torrente che attraversa la valle, che da sempre ne è testimone.
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