La chiamata alle arti del Forum. Per sostenere la necessità del contemporaneo

di - 27 Aprile 2020

“È chiaro che i sistemi sociali saranno drasticamente, e forse irreversibilmente, influenzati dal passaggio di questi mesi, ed è necessario riposizionare la capacità trasformativa dell’arte al centro di questa evoluzione”. Dietro questo messaggio si annuncia il ritorno del Forum dell’Arte Contemporanea, l’organizzazione degli addetti ai lavori italiani che venne lanciato a Prato nel 2015, dall’allora direttore del Museo Pecci, Fabio Cavallucci.

Stavolta il Forum, all’epoca del coronavirus, si discuterà online, nelle prossime settimane. Mettendo, ancora, al centro di una serie di tavoli di discussione i principali temi relativi al sistema dell’arte del nostro Paese. Che oggi, ribadiamolo, sono urgenti tanto quanto la sanità, il lavoro nelle fabbriche, le infrastrutture, la scuola, e “l’economia con la E maiuscola”, come viene scritto nel comunicato che accompagna l’annuncio del Forum. Quella stessa Economia che potrebbe essere generata proprio dall’arte contemporanea.

Il Forum, oggi

“Il Forum segue con attenzione la costellazione di proposte e di appelli che in questi giorni vengono lanciati da gruppi, da organizzazioni e da singoli – dagli Assessorati alla Cultura a Federculture, dalle Fondazioni all’Associazione delle Gallerie, dai Musei ai Comitati di Intermittenti, fino alle molteplici voci di artisti e curatori. Pronto a collaborare per fronteggiare la situazione contingente, per trovare forme di supporto economico per tutti gli operatori, molti dei quali non garantiti nemmeno da ordini professionali, il Forum sta lavorando per affrontare non solo i problemi contingenti, ma per sviluppare una visione prospettica, perché questa grande sfida che i tempi ci costringono ad affrontare possa diventare un’occasione per ristrutturare un sistema che, indipendentemente dalla situazione contingente, necessita di una profonda revisione”. Con queste parole il Forum 2020 lancia la sua “Chiamata alle Arti” per rimarcare la necessità di sostenere il lavoro intellettuale-visivo e i suoi protagonisti: artisti, curatori, musei, gallerie. “Un’intera sfera di saperi e di creatività che andrà perduta e nulla resterà a lasciare i segni del nostro tempo nella storia futura” se la politica non si deciderà a prendere in considerazione, nella sua agenda, anche gli attori e le questioni di questo comparto tanto apprezzato (a parole) quanto mai riconosciuto nei fatti. Quali scenari domani, allora, se non vi sarà l’arte ad accompagnarci?

Breve storia del Forum dell’Arte Contemporanea

Il Forum dell’arte contemporanea italiana è un movimento fluido e aperto, nato nel 2015, che negli anni ha coinvolto migliaia di addetti ai lavori italiani, per cercare strategie di miglioramento del sistema dell’arte, e che grazie al suo intervento ha permesso la creazione dell’Art Council, diventato realtà per opera del Ministero della Cultura l’anno successivo. Diversi Forum si sono succeduti dal 2015 ad oggi: prima a Genova, poi a Torino, infine al MAMbo di Bologna, proponendo via via idee per la quasi totalità delle problematiche inerenti il sistema delle arti visive: l’educazione, la produzione, la promozione, la fiscalità. L’attuale board di coordinamento, costituito da Lorenzo Balbi, Diego Bergamaschi, Eva Frapiccini, Pietro Gaglianò, Ilaria Lupo, Maria Giovanna Mancini, Elena Magini, Stefano W. Pasquini, Silvia Simoncelli, a causa della situazione urgente si è allargato chiamando a collaborare i membri dei board passati: Ilaria Bonacossa, Fabio Cavallucci, Antonella Crippa, Anna Daneri, Cesare Pietroiusti, Pierluigi Sacco, Chiara Vecchiarelli.

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