'Agire il cambiamento: il ruolo dell’arte', Collezione Peggy Guggenheim, Ph. Arianna Ferraretto
Qual è il ruolo dell’arte nel promuovere il cambiamento e favorire una riflessione sulle sfide globali? In che modo la riflessione su Arte, Natura, Tecnologia può aiutare a ripensare il nostro rapporto con il Contemporaneo?
Sono queste le domande che hanno spinto la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia a dar vita al progetto Art 4 a Better Future, un’iniziativa articolata su tre incontri, di cui due aperti al pubblico, che metteranno in relazione sapere umanistico e sapere scientifico. Un’iniziativa che vede la collaborazione di due prestigiose realtà culturali e imprenditoriali, quali Università Ca’ Foscari Venezia con THE NEW INSTITUTE Centre for Environmental Humanities (NICHE), Ca’ Foscari Alumni, e CUOA Business School.
Gli incontri, pensati come panel di dialogo e scambio, vedranno coinvolti docenti universitari, ricercatori e ricercatrici, studiosi, ma anche manager, imprenditrici e imprenditori, invitati a portare il proprio punto di vista su diverse aree di intervento. Così è stato anche il primo appuntamento dal titolo Agire il cambiamento: il ruolo dell’arte, durante il quale sono intervenuti, tra gli altri, Karole P. B. Vail, Direttrice Collezione Peggy Guggenheim , Francesca Tarocco, Università Ca’ Foscari Venezia, Direttrice THE NEW INSTITUTE Centre for Environmental Humanities (NICHE), Cristina Baldacci, Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, THE NEW INSTITUTE Centre for Environmental Humanities (NICHE), nonché coordinatrice scientifica del progetto, Laura Onofri, Senior Consultant World Bank e Associate Partner Metroeconomica, Francesco Ferrara, Partner PwC Italia – ESG Leader.
Il museo diventa così un ruolo di sperimentazione, aprendosi ad un dialogo transdisciplinare e promuovendo una partecipazione attiva sul dibattito sulle sfide sociali e ambientali chiedendosi: cosa può fare l’arte per prendersi cura dell’ambiente?
Nel corso del primo incontro, Cristina Baldacci, Professoressa Associata di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari Venezia risponde a questa domanda parlando della figura degli eco artisti. Quali sono i loro compiti? Criticare e denunciare, prendendosi cura in questo modo del patrimonio, volgendo il loro sguardo non solo al passato ma soprattutto al futuro. Gli artisti hanno la possibilità di ri-immaginare e ri-disegnare il mondo dando vita ad un processo con cui si può arrivare a costruire un futuro rimodellando il mondo attuale, spiega la Professoressa Baldacci.
Ecco che i saperi umanistici, scientifici e aziendali si intrecciano quando si parla di sostenibilità, dove l’impatto ambientale si misura anche a livello monetario.
Laura Onofri, economista ambientale, facendo il punto sul termine sostenibilità sottolinea infatti come i 3 grandi pilastri di questo concetto siano quello economico, sociale e ambientale, invitando le istituzioni di qualsiasi tipo di valutare questi tre tipi di impatti differenti sull’ambiente come punto di partenza per il cambiamento.
Un primo incontro ricco di spunti al quale seguirà, venerdì 29 settembre, presso Università Ca’ Foscari, Venezia, Prendersi cura: verso un’ecologia della cultura (tra arte, scienza e tecnologia), incontro aperto su iscrizione, che vedrà tra i relatori Costanza Miliani, Direttrice dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, Luciano Pensabene Buemi, Conservator Collezione Peggy Guggenheim, l’artista Giorgio Andreotta Calò, Luca Cosentino, co-fondatore di wetlands.
La rassegna si chiude venerdì 17 novembre, presso la sede di CUOA Business School, ad Altavilla Vicentina, con Immaginare futuri possibili: nuovi paradigmi, incontro aperto, su iscrizione, a cui prenderanno parte, tra gli altri, Antonio Calabrò, Head of Institutional Affairs, Senior Advisor Culture Pirelli Spa, Walter Bertin, Founder e CEO Labomar, e Matteo Faggin, General Manager SMACT Competence Center.
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