La madre Russia chiama, Bologna risponde

di - 4 Marzo 2018
A cavallo degli ultimi due secoli dello scorso millennio, in Europa “scoppiava” una nuova visione del mondo che coinvolse diversi ambiti, a partire dalla letteratura, passando per i grandi avvenimenti socio-politici e tecnologico-culturali che hanno portato a nuove manifestazioni artistiche in buona parte ancora rintracciabili nei linguaggi contemporanei.
Entrando nella sala al pian terreno del MAMbo si viene catapultati in un’esperienza dalle molteplici sfaccettature che comincia dall’ingresso. Alle pareti, una serie di fotografie della Russia di inizio ‘900 che ricordano atmosfere alla Michail Afanas’evič Bulgakov ne Il Maestro e Margherita o Appunti di un giovane medico, dove troviamo ritratta una Belle Époque moscovita fatta perlopiù di salotti culturali che sembrano quasi cozzare con una riproduzione in scala de L’operaio e la kolchoziana.
Mentre ci lasciamo alle spalle le note de L’Internazionale ci accoglie il maestoso olio di Ylia Repin dall’inequivocabile titolo Che Libertà! (1903), prima opera di un percorso, organizzato più o meno cronologicamente, fatto di oltre 70 dipinti che aprono “Revolutija” la grande mostra realizzata in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, prodotta e organizzata da CMS. Cultura in partnership con il Comune di Bologna e Bologna Musei, a cura di Evgenia Petrova, vicedirettore del museo di Stato Sovietico, e Joseph Kiblitsky. La celebrazione del centenario della Rivoluzione per antonomasia nella città che è, o almeno è stata, anche l’ultimo baluardo di una certa sinistra e storicamente soprannominata la Rossa, oltre che la Dotta, conferisce un valore aggiunto all’intera operazione.
Ylia Repin, Che Libertà! (1903)
Il sottotitolo recita: “da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinskij”. A cavallo delle prime due decadi del XX secolo c’è stato un gran fermento che ha visto nascere innumerevoli scuole di pensiero e avanguardie artistiche, come un certo cubismo di ispirazione francese più che degnamente rappresentato da capolavori come La passeggiata (1917) e Su Bianco (I) (1920).
Particolarmente interessante la sezione dedicata al creatore del suprematismo e al percorso verso la figura di uno dei padri indiscussi della sintesi e dell’astrazione geometrica, Kazimir Severinovič Malevič, al quale, in particolare, è dedicata più di una sala e anche una proiezione del riadattamento della pièce teatrale Vittoria sul Sole (1913). Nel luglio del 1913, infatti, si incontrarono in Finlandia tre esponenti dell’avanguardia russa: il poeta Aleksej Kručenych, il compositore Mihail Matjušin e lo stesso Malevič, che si occupò dei costumi e delle scene. Ne venne fuori un lavoro dai toni assurdi, drammatici e patetici, in cui si annunciava l’annientamento dell’obsoleta logica terrena, simboleggiata dal Sole, e la realizzazione di un futuro che superasse i limiti dell’umana comprensione. Un’opera futurista, che non fu mai replicata né ebbe recensioni. Il video presentato è un riadattamento, a distanza di circa un secolo, del Teatro moscovita di musica e prosa di Stas Namin (2015).
Kazimir Severinovič Malevič, Quadrato Nero
Segue, nella zona centrale, come una sorta di ideale trittico, la serie composta da Quadrato Nero, Cerchio Nero e Croce Nera (1923 c.ca), olii su tela potentissimi e mai scontati che hanno cambiato la storia dell’Arte. L’arte che si fa propaganda di un regime totalitario chiude idealmente il percorso con un ritratto iconico di Josif Vissarionovic Dzugasvili, meglio noto come Stalin, di Pavel Filonov, pittore e intellettuale avanguardista fortemente tormentato il cui stile originalissimo è stato a lungo quasi del tutto sconosciuto in Europa.
Gran merito di questa mostra è senz’altro l’eterogeneità e la forte connotazione didattica, a partire dai laboratori nel sottostante dipartimento educativo, sino al bookshop dedicato, dove è reperibile parte dell’immensa mole di materiali teorici ai quali si attinge.
“Revolutija” sarà visitabile fino al prossimo 13 maggio.
Vincenzo D’Argenio

Articoli recenti

  • Mostre

Una vita nel colore, quella di Claire Vasarely ad Aix-en-Provence

Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…

14 Gennaio 2026 0:02
  • Fotografia

Ospitare nella propria intimità: gli scatti di Erika Pellicci a Pistoia

La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…

13 Gennaio 2026 21:28
  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13
  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54