Elena Mencarelli, artista e curatrice italiana residente a San Francisco, è l’autrice del Manifesto dell’incertezza, un testo in cui si racconta di come l’arte e il fare arte possano infondere coraggio e dare forza, anche in questo momento così difficile. Si tratta della sua risposta per Art Seed, un progetto artistico lanciato da Francesco Arecco all’inizio della crisi causata dal Coronavirus. Art Seed è un invito alla riflessione sul tema della creazione dell’arte del futuro ed è rivolto principalmente ad artisti, professionisti e operatori d’arte. In modo particolare, la riflessione parte da quesiti come «Qual è il ruolo dell’arte esistente oggi?», «Quale arte sarebbe interessante produrre in futuro e quale ruolo potrebbe svolgere all’interno di una società rinnovata?», «Come potrebbe cambiare il rapporto tra artisti e pubblico?» e «Qual è il luogo dell’arte?».
Da questi interrogativi Elena Mencarelli trae spunto per il suo Manifesto dell’incertezza con il quale vuole diffondere un messaggio costruttivo che possa dare coraggio ad artisti e cittadini durante questo periodo. Il Manifesto dell’Incertezza esalta i valori di empatia, connessioni umane e creatività come qualità di cui giovarsi in questo particolare momento di emergenza ma anche in futuro. Sono questi valori che possono dare una soluzione alla dimensione di incertezza globale che stiamo vivendo.
Nel Manifesto il carattere peculiare di questo periodo è individuato nell’incertezza, la quale non deve essere considerata anche per le possibilità che può offrire. La stessa Mencarelli ha spiegato che l’incertezza a cui si riferisce nel Manifesto è da considerarsi «come epopea da illustrare, nei suoi tratti limitanti e nelle sue potenzialità infinite. Allo stesso tempo, l’incertezza a cui il Manifesto è dedicato presenta una serie di certezze, sta al lettore individuarle; ognuno di noi possiede le proprie, in qualunque momento e ovunque si trovi». Il Manifesto vuole essere la dimostrazione della citazione nietzscheana «La verità è brutta. Noi abbiamo l’arte per non perire a causa della verità», e infatti Mencarelli ha affermato che fare arte adesso è un atto urgente e necessario. Nel Manifesto, inoltre, si mette in luce come l’emergenza Coronavirus abbia ridefinito il concetto di luogo e di conseguenza anche la definizione di luogo dell’arte.
Da operatrice culturale, Elena Mencarelli vuole dare il suo contributo per «facilitare la ricerca di senso in questa dimensione profondamente incerta, stimolando la creazione di opere che aprano nuove prospettive sulla “brutta verità” e che trasformino i disagi della collettività in memorabilia». Il suo scopo è diffondere l’urgenza di realizzare arte promuovendo i valori di empatia, relazioni umane, creatività, che ritiene vincenti in questa fase. Il suo contributo si realizza anche in materialmente attraverso la serie di opere intitolata Possibilità. Sono lavori eseguiti durante la quarantena, ed esprimono la solitudine del confinamento, ma vogliono lanciare un messaggio di speranza e solidarietà. Ognuna delle quattro opere vuole essere un luogo d’incontro e di confronto collettivo e ricontestualizzare la condizione del singolo individuo in una dimensione corale.
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