‘Mercurio’, il primo progetto cantautorale di Sasha Vinci

di - 14 Luglio 2021

A marzo 2020 Sasha Vinci (1980) «ha scelto di rispondere al silenzio, alle distanze e all’isolamento imposto dalla pandemia, con la creazione di un nuovo progetto cantautorale e inedito fatto di parole e di canto, di note e di musica.
Nei giorni di lockdown, – si legge nel comunicato stampa – lo studio dell’artista si è trasformato in una sala di registrazione, con un ordine e un aspetto del tutto diversi da quelli ricorrenti. È nata così la sua nuova performance, nell’immediatezza della parola figurata, in cui la voce si è fatta strumento. Mercurio è un progetto di nove canzoni originali, scritte, cantate e interpretate dall’artista. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi, che ha curato invece il suono e gli arrangiamenti musicali» e con il sostegno della galleria aA29 Project Room.

«Le nove canzoni di Mercurio (che potete ascoltare su Spotify, qui) costituiranno inoltre la colonna sonora di un film d’artista che Sasha Vinci sta producendo. Le tematiche indagate saranno le stesse espresse attraverso gli altri media artistici: il multinaturalismo, i mondi possibili, l’utopia concreta, l’azione civile e collettiva e il simbolismo arcaico».

Le parole di Sasha Vinci

Come sono nati l’opera Mercurio e la collaborazione con Vincent Migliorisi?

«Mercurio è un’opera cantautorale composta da nove canzoni, un progetto nato spontaneamente, in un particolare momento di fermento e di sperimentazione musicale e artistica del primo lockdown quando, in comune accordo con Vincent Migliorisi, musicista polistrumentista e autore che mi affianca ormai da anni, ho deciso di trasformare temporaneamente il mio atelier – tra tele, pennelli e sculture – in studio di registrazione. Per la prima volta ho avvertito che le parole, modellate e composte alla stregua del disegno e della scultura, potessero essere un nuovo e splendido strumento creativo di evocazione.
Io e Vincent siamo due personalità molto differenti, ma abbiamo trovato nella musica un punto di raccordo e di confronto indispensabili».

Sasha Vinci, In studio durante la registrazione di Mercurio, 2020
Qual è, nella tua ricerca, il rapporto tra arti visive e musica?

«Fin dagli studi all’Accademia di Firenze la sperimentazione sonora è entrata a far parte della mia ricerca. La musica mi interessa in primis come linguaggio che racchiude ritmo, armonia, tonalità, melodia e polifonia, ma sono anche profondamente affascinato dall’universo simbolico che essa stessa racchiude. Gli autori che hanno segnato in maniera indelebile la mia formazione sono infatti Leo Spitzer, René Guénon e Marius Schneider. La musica tuttavia è per me un modo anche di esperire la natura e il paesaggio che ci circonda in maniera alternativa rispetto alla vista».

Sasha Vinci, Frame video Castelli di rabbia, 2021, Courtesy l’artista e aA29 Project Room
Puoi darci qualche anticipazione sul film d’artista che stai producendo?

«Ho iniziato a lavorarci già da qualche mese: si sta costruendo passo a passo, in maniera fluida. Sarà un film d’artista realizzato attraverso i nove video delle canzoni di Mercurio, un’opera unica e organica, esperienza visiva dell’album.
In merito alla regia non sto seguendo una scaletta rigida, ma lascio molto spazio all’improvvisazione. L’immaginario visivo da cui attingo è un cosmo di esseri umani e non-umani che entrano a contatto con la natura in maniera sconvolgente e nuova, aprendo un varco di possibilità. Emergono anche il concetto di “multinaturalismo”, pregnante per la mia ricerca, e la continua compresenza di polarità contrastanti come bellezza e distruzione, quiete e violenza».

Dove potremo vedere i tuoi lavori nei prossimi mesi?

«Vi invito al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli per “P. P. P. Possibile Politica Pubblica”, una mostra personale attualmente in corso, curata da Maurizio Bortolotti e con il sostegno della galleria che mi rappresenta, aA29 Project Room, fino al 10 settembre».

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