“Other Lands” è il titolo del nuovo un progetto del LAC di Lugano. Il progetto è inserito nel palinsesto di “Lingua Madre. Capsule per il futuro” che si sviluppa in tre macro aree tematiche: Corpo, Rito, Linguaggio.
Ideato da Carmelo Rifici, direttore artistico del LAC di Lugano, e da Paola Tripoli, direttrice artistica del FIT Festival, al centro delle riflessioni del progetto “Other Lands” vi è il teatro che narra senza filtri le storie altrimenti dimenticate: il fine è quello di indagare artisti omessi dal mercato dell’arte o che in alcuni Paesi sono percepiti come pericolosi portatori di idee non allineate, ma anche artisti-attivisti cantori di minoranze che parlano le colorite lingue del ghetto.
Other Lands è uno spazio dedicato ad artisti e luoghi dove il rapporto tra creazione artistica e politica non è né facile né scontato. «Creazioni originali dove, come in Sudafrica, la forza di idiomi minoritari assume un significato politico. In Egitto e in Palestina dove il corpo si dilegua, dove gli spazi si svuotano, dove i riti si modificano. E la Polonia, che vive nel movimento delle donne la creazione di uno spazio artistico ritrovato in difesa della democrazia liberale», come si legge dal sito del LAC.
Il primo viaggio, dal 9 maggio disponibile gratuitamente sul sito del LAC, accompagna lo spettatore in Sudafrica. Per raccontare questo affascinante territorio è stato scelto Margine di errore, il progetto diretto dal sudafricano Rudi Van der Merwe che coinvolge la fotografa Lee-Ann Olwage, la poetessa Ronelda Kampfer e il rapper Churchil Naudé. Si tratta di tre poliedrici artisti uniti dal fatto di aver vissuto le periferie di Città del Capo, le cosiddette Cape Flats, luoghi in cui esplodono le contraddizioni di una terra dominata da enormi disuguaglianze.
Margine di errore riassume le opere dei tre artisti in tre stanze che si distinguono tra loro per la tipologia di contenuti e per la loro fruizione. Un progetto immersivo ed evocativo ricco di contenuti in lingua originale, l’afrikaans (è disponibile anche una traduzione), con poemi/poesie colmi di dolore e di forza, pezzi rap e sinfonie blues in forma video, dove la sconforto non lascia spazio mai alla discriminazione. Lo spettatore avrà così modo di percorrere immaginariamente le strade dei quartieri come Olwage, Naudé e Kampfer.
Dal 23 maggio Other Lands si sposta in Egitto con Lexiconality-Imaginaries, un originale ed evocativo duo artistico. L’egiziano Mohamed Abdelkarim e la palestinese Noor Abuarafeh, nel loro progetto Notions never defined by investigating, a subject we are contemplating, ci porteranno alla scoperta di una sorta di mappa celeste, che guida lo spettatore attraverso foto, video, testi in un percorso soggettivo di conoscenza, libertà, realtà, astrazione.
La terza tappa del viaggio porta il progetto in Polonia a partire dal 28 maggio. Qui l’autrice Anka Herbut propone Antibodies una radiotrasmissione dalle strade polacche, narrata dalla prospettiva del corpo femminile. Nelle strade della Herbut si svolgono le proteste di All-Poland Women’s Strike (movimento sociale per i diritti delle donne in Polonia). Antibodies è un manifesto in progress, che si forma e si trasforma a seconda di ciò che il corpo collettivo sperimenta, vive, sente e vuole.
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