Pepemaniak al festival Burning Man nel deserto del Nevada

di - 30 Agosto 2025

Nato a San Francisco nel 1986 e trasferito nel deserto di Black Rock nel 1990, il Burning Man richiama ogni anno decine di migliaia di partecipanti che popolano la città abitata da installazioni monumentali, sculture interattive e progetti sperimentali realizzati da artisti e performer di tutto il mondo. Il tema dell’edizione di quest’anno è Tomorrow Today, un invito a immaginare il futuro nel nostro presente attraverso arte, innovazione e azioni collettive. Tra i lavori presentati, figura anche The Lightning Tower dell’artista italiano Federico Ceruso, in arte Pepemaniak (Roma, 1991).

Pepemaniak, artista multidisciplinare che opera tra Italia e Stati Uniti, ha cominciato la sua carriera nel 2010 con l’arte del tatuaggio e la produzione e distribuzione di stickers. Nel 2012 si trasferisce a Miami per ampliare la sua ricerca visiva, iniziando con un apprendistato nello studio dell’artista Alex Turco (Udine, 1979). Dopo il ritorno in Italia nel 2016 nasce il “Trap Tattoo”, che influenzerà un’epoca e diventerà parte dell’estetica di un’intera generazione. In quegli anni collabora con brand internazionali come Adidas e GUIDI e con numerosi personaggi dello scenario trap tra cui Drefgold, Yamba e Capoplaza.

Nel 2024 è stato pubblicato il suo primo libro, All You Can Eat, edito da Drago Publisher, che racconta una generazione attraverso il modello della controcultura e dell’arte non convenzionale. Il linguaggio di Pepemaniak si esprime attraverso diversi medium e la sua ricerca incarna la necessità generazionale di «spaziare per mettere insieme». «Non so ancora cosa vorrò fare da grande – spiega l’artista – ma intanto lo sto facendo».

The Lightning Tower, Pepemaniak, The Burning Man 2025, ph. Pepemaniak

The Lightning Tower, ideata per l’edizione 2025 del Burning Man, si presenta come un’imponente installazione al neon (alta 10 metri, con una base di 2×2 metri) che si erge, in mezzo al deserto, come un moderno totem richiamando l’antica tradizione di radunarsi attorno al fuoco, rito comune a molte culture con origini che affondano nella preistoria. Realizzata con materiali metallici, l’opera è attraversata da barre di neon in vetro soffiato disposte in formazioni frastagliate e si sviluppa in verticale come una colonna monumentale che sprigiona luce ed energia pulsante. Simulando la potenza grezza del fulmine – elemento ricorrente nel repertorio figurativo di Pepemaniak – proietta un bagliore etereo sull’ambiente circostante.

L’opera ha ricevuto un grant dal programma Honoraria del Burning Man: è stata selezionata come una delle settantasei installazioni in tutto il mondo, l’unica dall’Italia e una delle sole sette opere realizzate da artisti che non avevano mai presentato un lavoro a questo festival. «In un mondo dominato dal digitale – racconta l’artista – The Lightning Tower simboleggia un’ideale di riconnessione: un faro illuminato dall’esperienza umana condivisa, che pulsa di vita, movimento e trasformazione». L’installazione si configura proprio come una macchina distorta che assume il ruolo di connettore tra passato, presente e futuro, esaltando la potenza simbolica del fuoco e dell’elettricità. Pepemaniak intende offrire ai partecipanti un’esperienza immersiva che rievoca un’energia primordiale e un senso di appartenenza collettiva, sottolineando l’importanza della connessione in un mondo sempre più diviso e frammentato. L’opera ha, infatti, assunto la dimensione di uno spazio vivo, animato da performance live, momenti di interazione con il pubblico e rituali collettivi, contribuendo alla continua metamorfosi di Black Rock City.

The Lightning Tower, Pepemaniak, The Burning Man 2025, ph. Pepemaniak

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