Giulio Paolini, Senza titolo (Pompei), 2020, matita e collage su carta, 35 x 50 cm. © Giulio Paolini. Photo Luca Vianello, Torino. Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino
Materia archeologica, cioè ancora vivida, da conoscere e da attraversare nel nostro tempo ma anche in altri spazi, al di là di quelli immediatamente prossimi e “concreti”, ovvero online. Ha aperto ufficialmente oggi pompeiicommitment.org, piattaforma web promossa dal Parco Archeologico di Pompei, nell’ambito di un programma dedicato al dialogo tra l’antichissimo e il contemporaneo, avviato già nel 2017, con “Pompei@Madre”.
In quel caso, fu una mostra, in collaborazione con il Museo Madre di Napoli, a cura di Massimo Osanna e Andrea Viliani, allora direttori rispettivamente del Parco Archeologico e del Museo di Arte Contemporanea. «Una mostra nata durante la mia visita ai depositi di Pompei – ci raccontava in quella occasione Viliani, che oggi è curatore al Castello di Rivoli e curatore scientifico del progetto Pompeii Commitment – quando mi furono mostrati i reperti danneggiati dai bombardamenti anglo-americani sulla città campana nel 1943, definiti appunto come “materia”. Con Osanna abbiamo immaginato di presentare questi materiali, mai esposti al pubblico, in un contesto che analizzasse la forza evocativa e simbolica di Pompei per la cultura artistica attuale».
Basato sullo studio e sulla valorizzazione delle materie archeologiche custodite nelle aree di scavo e nei depositi di Pompei, Pompeii Commitment è finalizzato alla costituzione di una collezione d’arte contemporanea per il Parco Archeologico di Pompei. Un progetto, insomma, in progress – o in fieri, avrebbero detto gli antichi pompeiani – curato da Viliani, in collaborazione con Stella Bottai e Laura Mariano.
«Nella sua prima fase, Pompeii Commitment si concentra sulla definizione delle forme di conoscenza che saranno espresse e prodotte dal progetto stesso, attraverso un metodo di ricerca corale, attivato e condiviso su pompeiicommitment.org, da dicembre 2020 a dicembre 2021», spiegano dall’organizzazione. Più che un sito, dunque, la piattaforma si configura come un portale attraverso cui diffondere saggi testuali e visivi, podcast, file audio e video, di cui saranno autori oltre cinquanta artisti, curatori, scrittori e attivisti, invitati a partecipare al progetto con i loro contributi, Commitments, che confluiranno in un catalogo scientifico.
Tre le sezioni in cui sono divisi i contenuti pubblicati periodicamente. In Historiae confluiranno documenti storici, reali o fantastici, incentrati su Pompei, che adnranno a formare una Biblioteca di Archeologia e Futurologia. In Fabulae saranno condivisi gli approfondimenti realizzati dai professionisti del Parco Archeologico, una pluralità di voci e conoscenze espressa da archeologi, storici, archivisti, antropologi, archeozoologi, archeobotanici, agronomi, geologi, chimici, architetti, ingegneri, informatici, restauratori, operatori della manutenzione ordinaria. Inventario è invece la sezione dedicata alle riflessioni degli autori invitati, incentrate sulla materia archeologica conservata nei depositi del Parco. I Commitments inaugurali sono quelli di Giulio Paolini, che ha immaginato quattro possibili versioni del portale di accesso al progetto, e di Mierle Laderman Ukeles, che ha ripubblicato il suo MANIFESTO FOR MAINTENANCE ART 1969! Proposal for an exhibition “CARE”. Autore della prima Fabula è il Professor Pierpaolo Forte, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico di Pompei.
Tra i partecipanti i cui contributi saranno pubblicati nel primo semestre del 2021: Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Maria Thereza Alves, Marcella Beccaria, Anna Boghiguian, Diana Campbell Betancourt, Cairo Clarke, Cooking Sections, Chiara Costa, Trisha Donnelly, Jimmie Durham, Haris Epaminonda, Eva Fabbris, Milovan Farronato, Simone Fattal, Lara Favaretto, Liam Gillick, Alexandra Daisy Ginsberg, Prem Krishnamurthy, Mierle Laderman Ukeles, Lina Lapelyte, Matteo Lucchetti, Goshka Macuga, Elena Mazzi, Marzia Migliora, Otobong Nkanga, Henrik Olesen, Charlemagne Palestine, Christodoulos Panayiotou, Giulio Paolini, Lucia Pietroiusti, Walid Raad, Michael Rakowitz, Lucy Raven, Tabita Rezaire, Salvatore Settis, Tai Shani, Paul Sietsema, Himali Singh Soin-David Soin Tappeser, Marianna Vecellio, Adrián Villar Rojas, Kandis Williams, Cerith Wyn Evans, Akram Zaatari.
«La seconda fase di Pompeii Commitment. Materie archeologiche avrà inizio nel corso del 2021 e si articolerà in un programma di commissione, produzione e presentazione di opere che, progressivamente, costituiranno la collezione d’arte contemporanea (Collectio) del Parco Archeologico di Pompei», continuano. Questa seconda fase è ispirata alle linee guida del progetto Italian Council promosso dal MiBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo.
Nella primavera 2021 verranno anche presentati il volume monografico Gianni Pettena: 1966-2021 e l’opera di Invernomuto, Black Med-POMPEI (2020-2021), vincitrice del bando Italian Council 2019 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, su presentazione di Fondazione Morra Greco, Napoli, e donata al Parco Archeologico di Pompei.
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