Quadri in mostra. Il progetto didattico che si specchia nell’arte

di - 21 Agosto 2020

Quando è suonata la campanella per annunciare la fine dell’anno scolastico ci si è resi ancora più consapevoli di quanto il momento sia stato difficile: alunni, docenti, famiglie hanno cercato un punto di incontro lungo il percorso di una didattica che per la prima volta si è svolta a distanza. Alcuni raccontano di una stanchezza mai conosciuta prima, altri si imbarazzano davanti alle idee proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione per un rientro a settembre che si prefigura ancora incerto.
Ma qual è stata la forza di questa pandemia che ha capovolto gli spazi scolastici, portando tutti a riconsiderare la tecnologia un mezzo valido per costruire ponti?
Che si sia trattato di una semplice lezione o di un progetto, la vera capacità che ha permesso di accendere sinergia è stata senza dubbio la creatività. I docenti non si sono arresi. Non lo hanno fatto davanti alle aule chiuse e nemmeno di fronte ad un asfittico perimetro come quello del web: perché diciamo la verità, a tutti è mancata l’aria e tornare a scuola, fra i banchi, è stato desiderio ricorrente.
Di tutti: alunni, insegnanti, genitori.

Scuola Primaria Nereto, Dylan Alderisio 3 A, Narciso di Caravaggio

Maestri e professori hanno cercato “la leva per sollevare il mondo”, perché è del mondo che parliamo, quando ci si rivolge a bambini e adolescenti. Costretti per emergenza e disposizioni ministeriali a rimodulare la progettazione didattica, i docenti hanno spinto gli allievi a guardare l’umanità da una nuova prospettiva, a utilizzate il pc in modo più costruttivo, a fare del multitasking una caratteristica d’azione applicata ad un presente declinato dentro casa.

Istituto Comprensivo Nereto, Bacà Lorenzo, Classe 3^ A, Autoritratto con cappello giallo. Van Gogh

Quadri Animati in Mostra

Proprio da questa spinta è nato l’evento “Quadri animati in mostra,” che ha visto come protagonisti le classi terze della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Nereto-Sant’Omero-Torano”, in provincia di Teramo, guidato dalla dirigente scolastica Laura D’Ambrosio. L’attività didattica, ideata e curata dall’insegnante Alessandra Pagano può senza dubbio ritenersi uno dei risultati più belli e significativi di quel processo così delicato che si definisce apprendimento attivo. Se poi lo inseriamo nel contesto di una precarietà psicologica e sociale, come quella portata dal Covid19, potremmo anche considerarlo uno dei progetti più nobili in termini di obiettivi: avvicinare genitori e figli, coinvolgendoli in un’esperienza unica sotto il segno dell’amore e della conoscenza del patrimonio artistico.
Come avvicinare un bambino di otto anni all’arte? Come fare di un dipinto uno strumento per insegnare regole e comportamenti? Come potersi specchiare nei costumi e nelle tradizioni di chi ci ha preceduto? Interrogativi che hanno costituto la base del progetto dell’Istituto scolastico abruzzese: un’idea autentica per un risultato di grande impatto visivo che affonda le sue ragioni nell’importante educazione alla Legalità, oggi fondamento dei percorsi educativi basati sull’acquisizione delle competenze.

Scuola Primaria Nereto, Ludovica Di Pietro 3 A, La Dama con l’ermellino, Leonardo Da Vinci

Scegliere un’opera d’arte e farne il rifesso della contemporaneità. Un progetto che non ammicca alla volontà di emulare piuttosto aspira al desiderio di reinventare, spingendo la fantasia verso la ricerca di una bellezza soggettiva e molteplice, a seconda dei soggetti interpretati dai giovani talenti.
Ecco allora dialogare vicini il passato e il presente, rendendo doppiamente viva l’arte che per fine è destinata a non morire mai. La ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer, Autoritratto con il cappello giallo di Vincent Van Gogh, Ragazzo che monda un frutto e Narciso di Caravaggio, la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, i Cherubini della Madonna Sistina di Raffaello Sanzio, Autoritratto con fiori di Frida Kahlo, La bonne foi di René Magritte, La lettrice di Jean-Honoré Fragonard: sono solo alcune delle opere d’arte che si presentano all’occhio di chi osserva come contatto creativo fra ciò che è stato ed è nella sua immortalità e ciò che è e continua ad essere per potenza e carica espressiva.
Quello che ne risulta è una riuscita conversazione fra epoche diverse e un fare scuola al tempo del Covid19 che abbiamo trovato non solo bello dal punto di vista estetico ma utile nella ricostruzione dei legami affettivi familiari. E se non è scuola questa, diteci voi cos’è.

Nata a Giulianova nel 1978 è docente di Lettere, giornalista e critico d’arte. Laureata presso la Facoltà di Lettere dell’Aquila, si specializza alla Luiss di Roma in Management culturale. Collabora con il quotidiano di Teramo La Città, in vendita nelle edicole in allegato a Il Resto del Carlino. Per la Di Felice Edizioni dirige la collana d’arte Fili d’erba, e collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Su Radio G Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra.

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