Scacco alla crisi

di - 3 Aprile 2013
Parte con un’ intervista all’associazione “The break Away project” la nuova rubrica di Exibart Scacco alla crisi, volta a mettere in risalto progetti nell’ ambito culturale che hanno reagito alla crisi con determinazione e ingegno.
La volontà di mettere in comunicazione realtà minori ed emergenti si prefigge lo scopo di creare una rete di comunicazione in grado di creare collaborazioni fra enti affini a livello europeo.
Di fondamentale importanza, soprattutto in periodo di crisi, sono infatti le relazioni internazionali e lo scambio reciproco d’idee nell’intento comune di promuovere un settore, quello culturale, che nonostante la sua importanza è stato duramente colpito.
Le interviste sono agili e fatte in modo da realizzare delle schede di progetti di facile consultazione e di immediata comprensione, proprio per agevolare possibili collaborazioni.
La scelta di aprire questa rubrica con un’associazione nata in Irlanda, “The break Away project”, è data dall’ottimo esempio fornito da questo gruppo eterogeneo di persone (di diverse nazionalità) che ha voluto e saputo reagire in maniera propositiva ad uno scenario desolante in uno dei Paesi fra i primi ad essere colpito dalla crisi economica.
In poco tempo “The break Away project” ha ottenuto degli ottimi risultati e non ha abbandonato il suo spirito di avventura, dichiarandosi sempre aperto a nuove collaborazioni e sperimentazioni. Come appare chiaro da questa intervista al Direttore Artistico, Helena Byrne.

Cominciamo col dire il nome e la sede
«The break-Away project ha base a Dublino».
Nato quando e con che natura giuridica?
«Siamo una compagnia teatrale no-profit nata nel febbraio del 2012».
In che settore operate?
«Siamo attivi nel campo del teatro, della musica, della scrittura ma siamo aperti a tutti i campi dell’arte».
La mission?
«Lo scopo principale è quello di creare opportunità per artisti nei vari settori del campo dell’arte. La compagnia fornisce una piattaforma per gli artisti attraverso la quale possono mettere in comune le proprie abilità e condividere le proprie esperienze. Facendo questo, si ha la possibilità di apprendere l’uno dalla creatività dell’altro. The break away project incoraggia quindi la creazione di nuovi materiali e fornisce  l’opportunità di rappresentarli e svilupparli».

Come si compone lo staff?
«L’organico fisso è formato da me, Helena Byrne, che sono il Direttore Artistico e co-fondatore della compagnia. Il mio ruolo è quello di selezionare i lavori da sviluppare per eventuali performance che dirigo e interpreto in prima persona. Mi occupo inoltre di creare e mantenere i links con le compagnie teatrali e gli artisti creativi. C‘è poi Karen Davidson Perrins, Direttore Artistico Associato e Direttore Produttivo, che dirige e prende parte alle performance come attrice. E si occupa inoltre del marketing e delle strategie di promozione. Attorno a queste due figure principali gravitano i numerosi artisti che hanno usufruito delle opportunità fornite dalla compagnia e che continuano a costituire il fulcro vitale di essa: attori, scrittori, musicisti».

Qual è la vostra formula anticrisi e i risultati finora ottenuti?
«La forza di The break away project risiede nella volontà di creare connessioni e scambi reciproci volti alla sperimentazione e al coinvolgimento di diverse culture che divengono la ricchezza del nuovo linguaggio elaborato. Nonostante i forti tagli alla cultura da parte del governo Irlandese l’associazione è riuscita a creare dieci eventi nel 2012 dando ad attori, scrittori e ad altri artisti la possibilità di sviluppare le proprie capacità e dimostrare il proprio talento. Fra i progetti ricordiamo il concerto per compositori emergenti (e non) che ha visto la partecipazione di artisti americani (Scott Evan Davis e Joshua Dixon). La collaborazione con la compagnia teatrale The New Theatre Project (con sede in Mitchigan) ha portato al progetto “Connetting Creativity” per il quale scrittori irlandesi e attori americani hanno lavorato assieme per produrre una performance presentata in entrambi i Paesi. Infine ricordiamo Joseph Zettelmaier, scrittore americano che ha già lavorato con noi e che ritornerà questa primavera per una nuova proficua collaborazione. Una grande soddisfazione e forse il segno che l’associazione stia seguendo la strada giusta è stato il sostegno finanziario di Foras na Gaeilge. Giunto all’inizio dell’anno, questo aiuto servirà per sviluppare un progetto bilingue, in irlandese ed inglese».
Intendete cercare altri partner, collaborazioni?
«Certo, siamo sempre desiderosi di collaborare con nuovi artisti e creare relazioni con creativi di tutto il mondo».
Contatti:
Se avete dei progetti interessanti da segnalare contattateci a: redazione@exibart.com

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