Second life al Centro Pecci: 30 artisti under 28 in mostra su ambiente e sostenibilità

di - 23 Dicembre 2022

30 opere realizzate da altrettanti artisti italiani under 28, tre vincitori, tre menzioni speciali. Nel segno dell’ambiente. Sarà visitabile fino al 9 gennaio 2023, al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, “Second life – tutto torna”, la mostra conclusiva del concorso omonimo promosso, per il secondo anno, da Alia Servizi Ambientali. 100 le proposte pervenute – sviluppate a partire dai temi della sostenibilità, della tutela dell’ambiente, del decoro urbano e del riciclo –, tra le quali una giuria di esperti, guidata da Marco Meneguzzo, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Brera e curatore dell’esposizione, ne ha scelti 30 e, tra questi ultimi, ha selezionato vincitori e attribuito menzioni speciali.

Second Life: al Centro Pecci, le opere vincitrici e le menzioni

Il portato delle esperienze personali ma anche un’osservazione dei nostri paesaggi, questioni sul futuro dell’ambiente e dell’umanità, questi e altri spunti sono stati tradotti dagli artisti attraverso materiali quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere, assemblati in tecniche varie e seguendo le regole dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Caterina Dondi, Ordine senza spostare, Fotografia su carta, 2021

La prima classificata di questa seconda edizione di “Second Life” è Caterina Dondi, ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera “Ordinare Senza Spostare”, serie di fotografie su carta in cui l’artista ha immaginato di assecondare l’ambiente nel suo naturale processo di rovina e non di riqualificarlo, «Ribaltando – come si legge nella motivazione della giuria – il punto di vista usuale sul tema, cercando di rendere “accettabile” e addirittura “bello” il degrado in atto, innescando così un processo di maieutica consapevolezza sul nostro habitat. Mettere ordine nel caos significa trovare relazioni prima invisibili tra le cose».

Giuseppe Raffaele, Espositore di luoghi, Tecnica mista (ferro, carta, terra), 2022. Foto Mennonna

La seconda opera classificata, “Espositore di Luoghi”, è stata realizzata dal ventiseienne messinese Giuseppe Raffaele con tecnica mista, utilizzando ferro, carta e terra. Nell’opera l’artista capovolge il concetto di cartolina, pensata finora come ritratto di un bel luogo, al fine di far conoscere realtà dimenticate. Il premio gli è stato assegnato dalla giuria per «La forza immediata dell’oggetto, preceduta e seguita da una notevole concettualizzazione, che rafforza il senso della prima impressione». “Curae”, dell’artista milanese Giulia Pirri, classe 1994, si è classificata al terzo posto per «La “gentilezza” intima di un gesto che invita alla “cura” e all’attenzione nei confronti delle cose altrimenti considerate insignificanti, come una foglia caduta».

Giulia Pirri, Curae, Stampa fotorafica su carta fine art, 2021

Le tre menzioni speciali sono state assegnate a Elisa Pietracito, artista ventiseienne della provincia di Firenze, per “Sotto lo stesso cielo”, un’opera realizzata con filo di rame di scarto, cucito a mano su tessuto di riciclo, che rappresenta la costellazione che si vede dall’emisfero boreale, eccetto in quelle zone avvolte dai fumi delle discariche; ad Edoardo Sessa, ventisettenne di Varese, per la performance “Homologation”, una riflessione sugli spazi verdi urbani, frutto dell’attività umana e dunque ulteriore passo verso la standardizzazione e la regolazione del mondo intero; al giovanissimo artista cinese (classe 2002) Siyang Jiang con l’opera “If you want to live” realizzata con materiali di recupero come vetro, alluminio, legno, pianta, terra, candele.

Elisa Pietracito, Sotto lo stesso cielo, Filo di rame di scarto cucito a manu su tessuto di ricilo, 2022. Foto Mennonna
Edoardo Sessa, Homologation, Performance video
Siyang Jiang, If you want to live, Vetro, alluminio, terra, pianta, candele, 2022

Il main partner Evolve Maire Tecnimont Foundation, inoltre, ha selezionato per la menzione speciale l’opera di Federico Ferroni “Decay”, realizzata su lastre di ferro che «Con una solidità materica d’impatto ben rappresenta la visione globale, l’urgenza di un intervento per la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali di recupero, così vicini all’agire della Fondazione Maire Tecnimont».

La giuria e le prossime tappe

La giuria che ha selezionato le opere vincitrici era formata da: Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Valentina Gensini, Direttore Artistico centro Murate Art District, Stefano Collicelli, Direttore generale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, Sergio Risaliti, Direttore Artistico Museo Novecento Firenze, Cristina Gelli, Direttrice dei Musei di Empoli, oltre a Marco Meneguzzo e Giuseppe Meduri, Direttore relazione esterne, comunicazione e sostenibilità di Alia.

Gli altri artisti presenti in mostra sono Marco Agostini, Lisa Buffagni, Marta Caproni, Floriano Akele Castellanato, Marta Cecchetti, Francesca Colturani, Clarissa Falco, Ilaria Feoli, Federico Ferroni, Liliana Frusi, gruppo Hardchiteptur, Carmine Lo Regio, Celina Moscuzza, Francesca Panella, Valeria Robbe, Natalie Roman Pascale, Marco Rubbera, Lorenzo Scarpellini, Virginia Stevenin, Su Fei, Arianna Tabaro, Xiyu Guo, Zhao Zhenzhi.

Foto Lorenzo Mennonna, Installation view
Foto Lorenzo Mennonna, Installation view
Foto Lorenzo Mennonna, Installation view

Dopo la tappa al Centro Pecci di Prato, la mostra proseguirà il suo viaggio e, dopo varie soste in Toscana, lo concluderà a Roma, presso la Evolve Maire Tecnimont, la Fondazione main partner del progetto. Ecco tutti gli appuntamenti previsti: dal 14 gennaio al 13 febbraio 2023 “Second life” sarà a Firenze, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio, dal 6 al 26 marzo sarà ad Empoli, presso il Cenacolo degli Agostiniani, per poi arrivare al Palazzo Senza Tempo di Peccioli dal 15 giugno al 30 luglio, infine a Pistoia e a Roma.

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