L’evoluzione è scritta a caratteri cubitali nei geni di ogni festival che si rispetti. Se poi il festival in questione è Gender Bender, evento dedicato alle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale, va da sé che la smisurata varietà e la crescente frequenza di queste trasformazioni forniscano il giusto apporto al moltiplicarsi delle aspettative.
Com’è d’obbligo ormai da quattro anni, il 30 ottobre Bologna sarà sconvolta dalla carica di vitalità che l’ansia creativa degli artisti chiamati possiede, estendendosi addirittura fuori dai già moltissimi luoghi deputati all’evento. Non manca neanche quest’anno la presentazione di opere di respiro internazionale, come non mancano presenze illustri (i famigerati special guest) a guarnire un piatto di per sé già molto ricco.
Destricted, l’opera video collettiva firmata da artisti come Marina Abramovic, Matthew Barney e Sam Taylor-Wood, fa da apripista nell’elenco delle anteprime nazionali. L’artista inglese inoltre, ultima nella sequenza dei “senza restrizioni”, ritorna nella programmazione con il corto Misfits, che vede la pop star australiana Kylie Minogue interpretare l’unica registrazione mai fatta della voce di un cantante castrato.
Ma le sorprese sono tante, cari appassionati di stranezze, e vanno ben oltre la sfera del video. La special guest con la esse maiuscola è l’artista polacca Katarzyna Kozyra, il cui curriculum non ha bisogno di commenti, dalle numerosissime presenze nel panorama museale internazionale alla menzione speciale durante la 48esima Biennale di Venezia (1999). Il suo intervento, preparato per l’occasione, viene inserito nella sezione Speaker’s Corner, che può vantare anche la possibilità di offrire al pubblico un incontro diretto con l’artista. Della medesima sezione non è trascurabile il documentario prodotto dal britannico Channel 4 Why Men Wear Frocks, dedicato alla vita e all’opera di Grayson Perry, vincitore del Turner Prize 2003.
Tra le categorie del festival non manca il teatro. Da un lato la coreografia di Gisèle Vienne, che opera per ipotizzare un crimine insieme a Catherine Robbe-Grillet (moglie del celebre scrittore e regista); dall’altro la performance della norvegese Ane lan (selezionata alla Biennale del teatro diretta da Romeo Castellucci nel 2005), impegnata nella comunicazione dell’incongruenza, dell’estraneità.
E poi ancora la musica, che avvalendosi dei due storici club di Bologna, Estragon e Covo, entra a far parte della programmazione proponendo gli Hidden Cameras, folto gruppo di artisti (oltre che musicisti) dediti alla creazione di veri propri happening, dalle molteplici sfaccettature di genere musicale, estetico e sessuale.
Per chi non ne avesse ancora abbastanza ci sono i party, che contraddistinguono quattro delle serate dell’intero festival, con particolare attenzione verso quello della notte di Halloween. Tutto questo e molto di più, per un’organizzazione che cerca il connubio tra quantità e qualità, senza dimenticare (questo è poco, ma sicuro) il divertimento…
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io inviterei la Gardini come testimonial... chi sa, forse arriverebbe pure a farsela addosso...
Ok Perry! Credi davvero che la vita sia tutta una pantomima? Allora anch'io...