Sorprendimi. Un ritorno in scena

di - 29 Maggio 2019
Con la performance SORPRENDIMI alla Galleria Cappellato Pedrocchi di Padova, si è sancito il ritorno in scena di Giovanna Ricotta. Dopo il commiato dal pubblico con Non sei più tu – Azione 02 al MAMbo nel 2016, l’artista ligure, grazie all’intuito, alla capacità e alla determinazione di Giorgio Chinea Canale, si è riproposta al pubblico come una DIVA, o meglio un’anti-diva, richiamando nella mise en abyme le movenze della Duncan, la teatralità della Magnani, la potenza vocale della Galàs.
A completare il percorso artistico, i tre ritratti delle sopracitate artiste incorniciati in specchi hollywoodiani esposti nei bow-windows della Giorgio Chinea Art Cabinet.
Giorgio, come hai convinto Giovanna Ricotta a tornare in scena, a ‘farla uscire dall’ombra in cui si era autoesiliata’?
GCC: «Giovanna era nei miei desideri sin dai tempi dell’università. Studiarla e conoscere il suo lavoro è stata la base del mio coinvolgimento emotivo prima e della mia voglia di lavorare con e per lei poi. É un mito per me. Il primo contatto è avvenuto verso la fine dell’anno scorso: mi sono presentato a lei con la dovuta educazione e riverenza e le ho proposto i miei spazi. Ricordo che ne è rimasta molto colpita, tanto da venire a Padova dopo pochissimi giorni. Ci siamo incontrati e c’è stata sintonia fin da subito. Inoltre Giovanna aveva un lavoro già pronto perfetto per la Giorgio Chinea Art Cabinet. La performance, poi, è arrivata da sé e io non aspettavo altro!».
SORPRENDIMI, Giovanna Ricotta
Da gallerista, cosa puoi dirci del collezionismo relativo alla performance e alla video arte? Che tipo di mercato ha in Italia e all’estero? Quali i problemi legati alla sua conservazione e certificazione?
GCC: «Performance Art e Video Art (e a breve anche il videogaming) sono le categorie di opere d’arte più internazionali. In Italia il loro mercato e il collezionismo di riferimento sono leggermente in ritardo rispetto alle forme d’arte più tradizionali perché il nostro Paese è storicamente e profondamente legato alla storia dell’arte classica. Però sono certo che siamo arrivati ad un giro di boa. Lo dico da trentenne, la mia generazione è pronta ad assimilare la videoarte perché è stata educata passivamente ed inconsciamente alla bellezza e alla potenza del video grazie a MTV prima, a YouTube poi, ai videoclip musicali, agli spot pubblicitari sempre più curati e raffinati, all’industria cinematografica e videoludica sempre più potente. La Videoarte è tra tutte le arti visive quella che permette maggiormente l’impiego di tutti, e dico tutti, i differenti coefficienti artistici e di poterli fondere assieme. Pensiamo, per esempio, al Video di Bjork Bachelorette del ’97: un condensato di regia, pratica attorica, letteratura, cinema, teatro, poesia, arte, illuminotecnica, scenotecnica, costumi etc. Insomma, dentro a un video può starci tutta l’arte del mondo, e senza troppe difficoltà! Per quanto riguarda invece la certificazione dell’autenticità dell’opera non lo considero assolutamente un problema, oggi chiunque può scattare una foto o girare un prodotto audiovisivo, ma l’autentica possono concederla solo il gallerista e l’artista, che – come da prassi – dovranno firmare dei documenti legali».
SORPRENDIMI, Giovanna Ricotta
Qualche accenno alla futura programmazione della Giorgio Chinea Art Cabinet? Che tipo di scelte curatoriali verranno promosse? Che genere di artisti?
GCC: «Nel prossimo futuro della Giorgio Chinea Art Cabinet – che ha appena acquisito un nuovo spazio adiacente alle ormai storiche vetrine e addossato anch’esso al corpo centrale del Caffè Pedrocchi – ci sono due importanti novità. Ad ottobre arriverà Gabriel Ortega, un grandissimo artista pop internazionale! Sono molto emozionato, lo considero una sublimazione della mia ricerca pop surrealista. Subito dopo proporrò un noto nome del panorama italiano: il grande Gio’ Ponti; passione nata da quando sono piccolo grazie alla mia famiglia che ne è collezionista. Inoltre posso considerarmi fortunato e agevolato dalla forte amicizia che mi lega a Caterina Licitra Ponti, bisnipote ed erede di Gio’».
Giovanna, perché hai deciso di tornare alla ribalta, di ‘essere nuovamente tu’? In che modo Giorgio Chinea ti ha convinta a farlo?
GR: «Non parlerei più di tempo, di attese, di ritorno, ma di progetto, di momenti esatti, di Arte. Giorgio Chinea è arrivato nell’attimo preciso, mentre stavo pensando ad un nuovo lavoro che era ancora nella sua fase embrionale. Ha saputo conquistarmi con estrema eleganza, con pazienza e amore. È nato così SORPRENDIMI: un viaggio insieme, meraviglioso e magico, che ha dato vita anche alla performance DIVA, da lui tanto voluta. Quando Arte e Amore si uniscono, il connubio è vero e potente».
Il tuo corpo con ‘Sorprendimi’ torna ad essere sociale, collettivo, condiviso: che valore gli attribuisci?
GR: «Dopo aver dato un arrivederci al mondo dell’Arte con una performance al Mambo nel 2016, con l’opera NON SEI PIÙ TU AZIONE 02, un’urna funeraria ricolma di grafite, il nuovo lavoro poteva solo parlare della luce. Le tre DIVE sono arrivate a me, immediatamente. E quale filo rosso migliore che rappresentare SORPRENDIMI con delle specchiere Hollywoodiane? Tre antidive, come lo sono io, forti, determinate e eleganti. Il corpo DIVA è nato per la performance non appena ho visto la meravigliosa scalinata del Pedrocchi, un corpo che racchiude altri corpi da donare in una discesa SORPRENDENTE e senza fiato. Come tutte le Dive che si rispettino, un esserci nuovo e luminoso».
SORPRENDIMI, Giovanna Ricotta
GR come Giovanna Ricotta, tuo marchio di fabbrica, ma anche come ‘Grazia Ricevuta’: puoi spiegarci il perché di questa seconda lettura/interpretazione?
GR: «Mentre realizzavo i nuovi disegni, i collage e in concomitanza la performance, mi sono resa conto che queste DIVE erano anche delle DEE, diventando quasi degli altarini, degli ex voto, una grazia ricevuta; il lavoro mi guidava, era con me in una forma di forte empatia e di innamoramento totale e il traghettatore del tutto è stato Giorgio Chinea che ha saputo intuire e proteggere questa visione comune, rispettando ogni passaggio e sviluppo del progetto. Per me una nuova GR, una grazia ricevuta».
Per il trittico Sorprendimi hai scelto tre anti-dive (Anna Magnani, Isadora Duncan e Diamanda Galàs), tre donne dal carattere forte, crudo, ruvido come gli elementi con cui le rappresenti (puntine e borchie): cosa ti accomuna e cosa ti distingue da loro?
GR: «Mi accomuna proprio quello che hai appena chiesto, il loro carattere forte, l’imprevedibilità dell’anti divismo, la sensibilità, la potenza e, perché no, la bellezza non scontata, non canonica. Un lavoro magico davvero, non le ho nemmeno scelte io, sono loro che hanno scelto me ed è stato un incontro irresistibile, una tentazione folgorante, che mi ha spinta a realizzare SORPRENDIMI».
Dove indirizzerai la ricerca di questo nuovo capitolo della tua carriera artistica?
GR: «SORPRENDIMI ha bisogno ancora di esprimersi, l’inaugurazione di questo ciclo a Padova alla Giorgio Chinea Art Cabinet lo possiamo definire il grado 0, o 0.1. Con Giorgio stiamo già lavorando al seguito con grande entusiasmo, ma non possiamo ancora svelare nulla, d’altronde il titolo stesso insinua la sorpresa, posso solo dire che ci saranno tre nuove DIVE MASCHILI, una nuova performance, un nuovo luogo».
Maria Chiara Wang

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