Una residenza nel Golfo

di - 11 Febbraio 2012

Quali sono gli scopi della residenza?

«Artists-in-Residence (A.i.R.) Dubai è stato lanciato con la partecipazione della fondazione Delfina, di Dubai Culture & Arts Authority e di Tashkeel. Lo scopo è fornire l’opportunità agli artisti di creare nuovi lavori, facilitando lo scambio fra quelli che fanno base negli Emirati Arabi e quelli all’estero. La figura del curator-in-residence dà a un professionista con interesse nel Golfo, la chance di scrivere, ricercare, e sviluppare idee per progetti futuri che stringano rapporti di collaborazione con questa regione.

Art Dubai è sempre stata una fiera leader per il Medio Oriente e il Sud Africa, e sostenere le gallerie, gli artisti e le organizzazioni di questa parte del mondo è uno dei nostri obiettivi. Non a caso la comunità internazionale dell’arte giunge ad Art Dubai per prender parte a ciò che sta succedendo qui. La fiera si sta affermando come un luogo dove si concretizza il mondo dell’arte “globale” – dagli Emirati Arabi, diamo un occhio all’Asia, alla Turchia, al mondo Arabo e all’Africa e all’Europa – e questo le dà un eccezionale punto di vista su quelli che sono i cambiamenti all’interno del mondo dell’arte in queste aree del mondo».

I criteri per la selezione hanno preso in considerazione giovani artisti emergenti o solo artisti affermati?

«Sono stati scelti diversi artisti, tre dall’Asia e dal Medio Oriente e tre dagli Emirati Arabi: Hadeyeh Badri, specializzata in fotografia e nella ricerca sui nuovi media, Fayçal Baghriche, vive a Parigi, Zeinab Al Hashimi, giovane artista visiva che vive a Dubai, Magdi Mostafa, di base al Cairo si occupa di installazioni multimediali, Nasir Nasrallah, vice chairman della Società Emirates Fine Arts Society e Deniz Uster che vive a Glasgow. Il curator-in-residence è Alexandra MacGilp che vive a Londra e s’interessa prevalentemente di video e performance. Volevamo dare questa opportunità ad artisti che stanno raggiungendo la notorietà e che secondo noi stanno facendo lavori importanti, che sono conosciuti internazionalmente ma fino a un certo punto e che possano usare questo periodo di residenza per sviluppare nuove idee. Per i molti curatori internazionali, direttori di musei, galleristi e collezionisti che visitano la fiera, il programma delle residenze dovrebbe portare a nuove collaborazioni ed opportunità».

Come presenterete il progetto al pubblico di Art Dubai 2012?

«Il programma di residenza del 2012 è iniziato l’8 gennaio e va avanti fino al 7 aprile. Come parte della residenza sono stati commissionati a Fayçal Baghriche, Magdi Mostafa, e Deniz Uster delle opere site-specific per Art Dubai Projects, nuovi lavori e performance che esplorano la struttura e l’economia di una fiera d’arte, comprendendo la natura teatrale di un tale evento. Questi lavori saranno esposti ad Art Dubai, che si terrà a Madinat Jumeirah dal 21 al 24 Marzo. In più, tutti i sei artisti saranno esibiti come parte di un programma Open Studio incluso nella Sikka Art Fair durante Art Week 2012, che prevede l’apertura dei loro studi ai visitatori per mostrare i lavori».

Avete deciso un tema guida che gli artisti dovranno sviluppare?

«Non ci sono temi imposti agli artisti o al curatore. Ci siamo riproposti lo scopo di offrire agli artisti e al curatore un luogo per riflettere, esplorare e un punto di partenza per allacciarsi con il contesto locale/regionale. Vogliamo promuovere le possibilità di scambio fra gli artisti stessi, ma anche tra artisti e comunità locali e il più ampio panorama culturale. Come già nel 2011, i criteri di Art Dubai project, dove sono stati chiamati i tre artisti internazionali che esporranno poi in fiera, tendono ad essere sperimentali, performativi e/o interattivi. Al momento tutti e tre gli artisti stanno interagendo con la realtà di Dubai».

Perché avete scelto il quartiere Bastakiya per la residenza?

«Bastakiya è un’area storica di Dubai, localizzata nella zona centrale e vicino al fiume. E’ un luogo perfetto per sperimentare il cuore e l’anima della città e comunicare con le persone. Parte della residenza include visite ai college, alle università, artists’s talks, sessioni di feedback con giovani artisti. Questa scelta dimostra la nostra forte volontà nel far divenire gli artisti parte vibrante della comunità artistica di Dubai».

Vi aspettate di aumentare il numero di visitatori alla fiera?

«Ogni anno vediamo il numero di visitatori in crescita, provengono sia dalla comunità d’arte internazionale che locale. Ci riproponiamo per questo progetto di aumentare la consapevolezza del processo artistico e il ruolo dell’artista negli Emirati Arabi e da qui portare più persone alla fiera per rendere più profonde le connessioni fra gli artisti locali, la comunità di studenti e la scena dell’arte in generale».

Quali benefici crede possa dare il programma delle residenze?

«Uno dei punti di forza di Art Dubai è il suo ruolo di punto d’incontro, che mette assieme artisti, curatori, galleristi, collezionisti, critici. Sebbene il bacino di riferimento della fiera sia ampio, questa rimane familiare abbastanza da permettere la concreta discussione e lo scambio d’idee realizzabili. A.i.R. Dubai può definitivamente contribuire a ciò in maniera duratura e significativa. Abbiamo pensato a come estendere la vita di una fiera al di là della settimana cosiddetta viva. Come può una fiera beneficiare delle scene d’arte locali e regionali tutto l’anno? Come può supportare l’educazione, gli artisti, le gallerie locali e così via? Lo schema della residenza è parte di tutto questo, si concretizza in una nuova serie di seminari mensili per giovani che danno suggerimenti pratici su come lavorare nel mondo dell’arte».

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