Es Devlin. Library of Light, Pinacoteca di Brera – Cortile d’Onore Salone del Mobile.Milano 2025 ©Es Devlin Studio
«I libri sono la bussola della mente, indicano innumerevoli mondi ancora da esplorare». Intorno a questa frase di Umberto Eco, che rende il senso di un sapere da attraversare e che sembra aleggiare tra le alte scaffalature della Biblioteca Nazionale Braidense, l’artista e designer britannica Es Devlin ha costruito una monumentale scultura cinetica, un’installazione in rotazione continua fatta di luce. Il suo titolo è Library of Light e sarà uno dei cuori pulsanti del Salone del Mobile di Milano 2025, nell’anno dedicato a Euroluce, lo storico Salone Internazionale dell’illuminazione, nato nel 1976.
Alta, circolare, diafana e insieme densa di suggestioni, l’installazione accoglierà il pubblico dal 7 al 21 aprile 2025, nel cortile che unisce la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui Devlin ha immaginato un dispositivo poetico e percettivo: un cilindro di 18 metri di diametro, composto da scaffali illuminati che ospitano oltre 3.200 libri. Durante il giorno, la struttura ruota e un grande specchio inclinato in cima rifrange la luce naturale, facendo rimbalzare i raggi del sole su porzioni d’edificio che fino a oggi erano rimaste in ombra. Di notte, le luci artificiali trasformano l’intera installazione in una macchina teatrale di riflessi mobili e ombre danzanti.
«Ho sempre percepito le biblioteche come luoghi silenziosi ma intensamente vibranti, dove menti e immaginazioni si librano in volo, trattenute come aquiloni dai corpi seduti che le ospitano», ha spiegato Devlin. «Questa scultura cinetica rappresenta le connessioni sinaptiche che si intrecciano, le risonanze e le associazioni che prendono vita nella mente di una comunità temporanea di lettori», ha continuato l’artista e designer, nata nel 1971 a Londra e vincitrice di tre Premi Laurence Olivier e di un Tony Award – il più prestigioso premio nell’industria teatrale statunitense – alla miglior scenografia di un’opera teatrale nel 2022.
La biblioteca diventa dunque un organismo vivo, spazio di incontro tra saperi e percezioni. È questa la visione che Devlin traduce in forma e suono: ogni sera, alle 20, la libreria “parla”, recitando testi selezionati che scorrono su un display LED e si diffondono nello spazio. Le voci, tra cui quella dell’attore Benedict Cumberbatch che legge L’Ordine del Tempo del fisico Carlo Rovelli, e della stessa Devlin, che interpreta brani della matematica e filosofa settecentesca Maria Gaetana Agnesi, sono accompagnate da una partitura musicale firmata dal duo Polyphonia, arricchita da un assolo di violino tratto da Beethoven.
Con i suoi oltre 2mila volumi donati da Feltrinelli, incentrati sul tema Thought for Humans, fil rouge dell’edizione 2025 del Salone, incentrato su una fusione armoniosa tra forme umane e materiali, Library of Light è anche una biblioteca in divenire a disposizione del pubblico. Ogni visitatore può leggere e sfogliare un libro oppure donarne uno proprio, contribuendo a un gesto collettivo di condivisione culturale. Al termine della mostra, tutti i volumi entreranno a far parte del Sistema Bibliotecario di Milano: un dono alla città e ai suoi futuri lettori.
Inoltre, come spesso accade nel lavoro di Devlin, l’installazione sarà anche un laboratorio di attivazione: per due settimane il cortile di Brera ospiterà incontri, letture, riflessioni. Martedì, 8 aprile, Intessere l’Arte Indiana, un dialogo tra designer, studiose e creatrici per esplorare l’identità culturale indiana attraverso il linguaggio visivo e artigianale. Con Vinita Chaitanya, Urmila Chakraborty e Malika Verma. Modera Cristina Kiran Piotti. Il 9 aprile, C’era una volta il corpo: lo scrittore Walter Siti riflette sul corpo contemporaneo, tra sparizione simbolica e ipervisibilità mediatica. Giovedì, 17 aprile, Thought for Humans,
un confronto sul pensiero progettuale come strumento per immaginare il futuro, con Matilde Cassani, Luca Cipelletti e Margherita Palli, modera Annalisa Rosso.
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