Villa Arconati guarda al 2030, con il laboratorio ispirato all’Agenda ONU

di - 5 Marzo 2022

Non tutti la conoscono ma è uno dei luoghi preziosi della Lombardia. Nel verde del Parco delle Groane, Villa Arconati, “la piccola Versailles di Milano”, è un contesto importante per la sua storia, la cultura e per i progetti inclusivi – tra i quali il Terraforma Festival che, da anni, ha sede proprio qui – portati avanti fin dagli anni ’80, grazie alla Fondazione Augusto Rancillo. Villa Arconati è un luogo di più di quattro secoli di vita che, tra cultura e natura, si è sempre reinventata interpretando il suo tempo. Per questo motivo, sarà in questa elegante cornice che Massimiliano Finazzer Flory svilupperà gli eventi culturali legati ad “Agenda 2030 Sviluppo Sostenibile“, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

«La continuità della vita quotidiana», scriveva Pier Paolo Pasolini in “Petrolio” (1973), va sostenuta e perpetuata sotto i più diversi aspetti. È su questo che natura, cultura, sostenibilità e azione si incroceranno in una serie di attività selezionate con l’aiuto di studiosi, artisti, intellettuali e istituzioni che svilupperanno mostre, dialoghi ed eventi con l’urgente scopo di mettere dei punti per un futuro condiviso e, appunto, sostenibile. Messaggi e azioni che, oggi più che mai, hanno necessità di essere sviscerati sotto punti di vista diversi. E quale modo, se non attraverso la cultura, per mettere dei paletti da osservare come esempi.

«Città migliore, vita migliore. Nutrire il pianeta energie per la vita connettere le menti costruire il futuro. Tre motti, tre Expo. Shanghai, Milano e ora Dubai. C’ero in tutti e tre e non da spettatore. Eppure in realtà ne sono uno solo. Perché una è la terra. Una la salute. Da qui il nostro progetto. Con un nuovo obiettivo da aggiungere ai 17 dell’ONU. Sì. La cultura. Perché clamorosamente essa manca. E deve diventare ambiente dell’ambiente. Questa la nostra sfida a noi stessi ai governi della nostra coscienza. Da aprile 2022 al 2030 un piano di istruzione e spettacolo per un’arte dell’educazione». Questo è il concept da cui il direttore artistico di “Agenda 2030” ha deciso di partire.

E a partire dai 17 obiettivi dell’agenda 2030 dell’Onu, Massimiliano Finazzer Flory svilupperà alcune tematiche che verranno narrate in maniera critica, attenta e relazionale. Argomenti urgenti più che mai, come quelli della natura e dell’antropocene, del lavoro e della crescita economica, del consumo e della produzione responsabile, della pace e della giustizia, per citare alcuni degli obiettivi da affrontare. Ci vediamo ad aprile a Villa Arconati.

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