Categorie: roma

fino 6.XII.2008 | Nicolaj Pennestri | Roma, Endemica

di - 25 Novembre 2008
Dalla sovraesposizione del tramonto al suo circolare eclissarsi: questo è il tempo fotografato sulla spiaggia di Mumbai, città in cui una progressiva modernità si prepara a colpire la popolazione dei dhoti di stoffa. L’obiettivo di Nicolaj Pennestri (Copenaghen, 1974; vive a Roma) viaggia in Oriente per testimoniare un lasso di vita estrapolato dalla quotidianità di uomini, donne e bambini che, con vesti colorate, passeggiano sulla sabbia, mostrando nudi solamente i piedi.
Dieci sono gli scatti che percorrono le pareti. Fotografie di un paesaggio marittimo lontano, in cui l’orizzontalità dei formati mira ad estendene la prospettiva, armonizzando onde, sabbia e cielo. Abitanti indiani, piccolissimi ma ben distinti, vivono la parte centrale dell’immagine assecondando la proporzionalità propria della sezione aurea che rispetta la regola dei terzi, invogliando una bilanciata introiezione fotografica.
Pennestri non indaga, non si sofferma su un unico particolare, non cerca l’introvabile; fotografa il momento senza che sia figlio di un istante rubato al tempo. Allontana l’obiettivo e abbraccia un campo lungo, in cui però uomini e donne trovano il loro posto; diligentemente distanziati l’uno dall’altra dalla casualità del momento, rivelano i loro corpi ignari di essere fotografati, mostrandosi in tutta la loro semplicità.
La prima serie di immagini, scatti su pellicola stampati in digitale, corre lungo il lato sinistro su stampe in lambda lucida. Il tramonto è oscurato e Pennestri sbilancia la luce scurendo sabbia e uomini, il grigio dei palazzi e i neon delle insegne pubblicitarie appaiono più luminose. Il cielo chiaro e la sabbia bronzea sono separati dal brulicare di persone distribuite lungo una diagonale-guida che racconta il vivere della spiaggia.

Solo con Bombay Beach IX l’obiettivo dell’artista si distoglie dal paesaggio che sfoca luci e colori in terzo piano per catturare la presenza di un improbabile gallo: distaccato e affatto infastidito, mostra il suo profilo noncurante esattamente al centro dell’immagine. La sua figura è sovrastata da sacchi e immondizia, ma anche lui, come quegli uomini, guarda verso l’orizzonte, guarda l’oceano, come se quell’acqua così infinita fosse il raggiungimento di una speranza intima.
Il lato destro della galleria invece s’illumina di bianco. La spiaggia s’ingrandisce su stampe in lambda extralucida prive di cornice e vetro riflettente, ma invisibilmente supportate da alluminio e pannelli di legno. Un’identica grandezza uniforma il criterio espositivo, i 100×127 centimetri di fotografia non perdono di vista la spiaggia e i suoi abitanti, neppure il tramonto, ma si moltiplicano su quattro immagini, raccontandola in diversi punti di vista. La volontaria sovraesposizione dell’obiettivo schiarisce la dolcezza di un rosa romantico, a cui il sole d’un tramonto farebbe capolino, per conferire invece allo scatto una condizione di luce irreale quanto veritiera.

È più reale così”, racconta Pennestri. Le vesti delle persone acquistano colore, l’aspetto sociale emerge dallo scatto. Ed è questo ciò che importa.

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dall’otto novembre all’otto dicembre 2008
Nicolaj Pennestri – Bombay beach
Galleria Endemica Arte Contemporanea
Via Mantova, 14 (zona Macro) – 00198 Roma
Orario: da lunedì a sabato ore 11-19.30 o su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo con testo di Roberto Gramiccia
Info: tel. +39 0684220140; mob. +39 3335793139; info@endemica.it; www.endemica.it

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