Giosetta Fioroni inizia la sua avventura nell’arte da molto giovane.
Dopo gli studi all’Accademia delle Belle Arti e dopo aver partecipato alla scuola di Piazza del Popolo con Angeli, Festa e Schifano, e dopo numerose mostre, oggi ci presenta un lavoro in cui forse più che nel passato espone tutta se stessa.
Ad affiancarla in questo progetto è Marco Delogu, fotografo che ha fatto del ritratto, strumento d’indagine profonda dell’Io, il suo segno distintivo.
Senex si articola, anche per la disposizione delle opere in mostra, secondo un percorso che fa pensare ad un giro nell’esistenza dell’artista. Si apre e si chiude con una statua in vetroresina raffigurante la Giosetta di oggi che tiene per mano la bimba che fu; “due anime” che viaggiano insieme.
Le foto disposte lungo il percorso, in un’alternanza di bianco/nero e colore, sono proposte in light-box e ritraggono, in un gioco di fuoco/fuori fuoco, la donna nel suo rapporto con lo scorrere del tempo.
Ai ritratti si accompagnano immagini della sola natura, un campo di fiori, un corso d’acqua; lo scorrere del tempo di lei e di quello del mondo. Momenti che s’intersecano negli scatti in bianco/nero.
Il lavoro sembra quasi una presa di coscienza dell’artista, come se l’obiettivo del fotografo la “costringesse” ad affrontare la realtà, ponendola di fronte alle sue paure legate agli anni che vanno.
Lo si legge negli occhi velati di malinconia o nella smorfia di dolore di certe immagini, anche se è ancora forte in lei la voglia di gioco.
Nelle foto a colori, infatti, la Fioroni, ora mascherata ora col volto dipinto, mostra come ancora sia legata al colore, alla fantasia, alle fiabe, tema presente in molte sue opere ispirate da racconti. Opere che fanno da sfondo a questi ritratti, come quello che la vede celata dal burqa davanti a ”La bottega dell’antiquario”, quadro dipinto nel 1992 pensando all’omonimo romanzo di Dickens i cui i protagonisti erano in perenne fuga/viaggio. Chiaro è il richiamo alle fughe di triste attualità.
Il burqa è allora forse una metafora della voglia di scappare dal tempo che passa?
Nei b/n, scattati tutti all’aperto, più forte è la tensione emotiva, maggiore è la drammaticità delle immagini. Affiora la durezza degli anni che segnano il volto, ancora bello però, di una bellezza matura che Delogu ha saputo rendere, in un ultimo scatto, facendo trasparire tutta la luminosità del suo essere.
Nitida in un tutto sfocato.
Giosetta Fioroni e Marco Delogu hanno così scritto il loro De Senectute.
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Benvenuta Federica!
Foto molto belle di Marco Delogu che fa del ritratto indagine profonda dell'Io.
Molto bello l'Io di Giosetta Fioroni che si pone di fronte alle paure degli anni che vanno, che segnano il volto, ma che lei affronta con gran voglia di scappare dal tempo che passa.
Belli i colori dei suoi dipinti.