Categorie: roma

fino al 10.X.2010 | Arnulf Rainer | Roma, Gallerja

di - 30 Settembre 2010
Le vedute del Tempio di Antonino e quella di piazza del
Popolo che vivevano nell’autenticità dell’architetto e incisore Giovambattista
Piranesi
avevano
subito la negazione della pittura dall’artista Arnulf Rainer (Baden, 1929; vive a Vienna) già
alla fine degli anni ‘80.

Ed è proprio con questi lavori che Gallerja ospita per la
seconda volta ospite l’artista austriaco figlio dell’Espressionismo astratto,
non più alle prese con la fotografia e la body art. Le “tecniche miste su
pagina di libro antico” dimostrano oli, matite e pastelli graffiare le magnificenze
romane, così come l’incisore italiano le aveva elogiate alla fine del Settecento.

È il caso di Piranesi Zyklus 2 o Zyklus 6 in cui graffi di pastello blu
confondono il bianco e nero di una perfetta incisione alla monumentalità
romana. La serie di cicli presenti in mostra non fanno altro che sottolineare
la fine di una sperimentazione avviata già a partire verso i primi anni ’50 con
il ciclo del Dead Self-Portrait. La cancellazione di ciò che è stato, come poteva essere
per un volto defunto o nel caso di Piranesi, di architetture magniloquenti
appartenenti a un’epoca remota, porta Rainer al suo eterno confronto con la
morte e la distruzione, condizione incombente entro la quale ha espresso i suo
gesti grafici, fotografici e pittorici.

Il gesto sovversivo che ricade sui suoi lavori pone a
confronto due realtà artistiche lontane e neppure opposte: nelle vedute di
Piranesi la delicatezza sublime di un tratto incisivo e tuttavia elegantemente
superbo è interrotto dalla violenza rapida di tagli in pastello diretti e
decisi. Rainer non ha pudore né conservazione e schiaccia il gioco prospettico
settecentesco con una violenza espressionista rarefatta ma sempre sua. Le
tavole divengono così bidimensionali, sfidando il pubblico “conservatore” a
leggere Piranesi nel modo espressivo di Rainer.

Si tratta di oltraggio? Disprezzo? Nulla nell’arte dell’austriaco
viene preso come una sfida alla rappresentazione in sé. È con la condizione di
annullamento che Rainer si scontra, con la passione perversa della negazione
del trapasso. Operare su incisioni lontane secoli senza intervenire su esse ma
sopra esse, assecondando il gesto spontaneo e drammatico della sua pittura,
porta Rainer e i suoi lavori nello sgomento di un’affermazione: il ricordo
esuberante dei fasti imperiali andati viene affrontato con un intervento
personale di cancellatura che, nello stesso tempo, permette di ricordare, perché
non è totale ma invita al sorpasso, al superamento.

Arnulf Rainer, votato al continuo rinnovo della sua arte,
non ha smesso dunque di smentire il suo percorso artistico aggressivo e insieme
sottomesso nei confronti di ciò che è passato.

articoli correlati

Canova
e Rainer

Piranesi
a Venezia

Arte
genio e follia a Siena

Hermann
Nitsch alla Künstlerhaus

flavia montecchi

mostra visitata il 23 settembre 2010


dal 21 giugno al 10 ottobre 2010

Arnulf
Rainer – Piranesi

Gallerja

Via della
Lupa, 24 (zona Fontanella Borghese) – 00186 Roma

Orario: da lunedì
a venerdì ore 11-13.30 e 15-19.30

Ingresso
libero

Testo critico
di Bruno Corà

Info: tel. +39
0668801662;
info@gallerja.it; www.gallerja.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Robert Indiana a Venezia: Il Dolce Mistero dell’arte e dell’identità americana

Fino al 24 novembre le Procuratie Vecchie di Piazza San Marco accolgono la più importante esposizione di Robert Indiana ospitata…

29 Aprile 2024 0:02
  • Arte contemporanea

World Leader Pretend: Alex Da Corte in mostra da Gió Marconi

Alex Da Corte torna a Milano con una nuova irriverente rassegna di opere, tra dipinti, sculture e installazioni. È la…

28 Aprile 2024 21:19
  • Arte contemporanea

La quercia della memoria: l’omaggio di Casa Sponge all’artista scomparso Massimo Uberti

A quasi un mese dalla morte di Massimo Uberti, il fondatore di Casa Sponge Giovanni Gaggia lo omaggia con un…

28 Aprile 2024 20:36
  • Arte contemporanea

Qual è il potere reale dell’immaginazione? La risposta collettiva del MACTE di Termoli

Fino al primo giugno, Ersilia. Praticare l’altrove è il racconto corale al MACTE Termoli che reinterpreta la città tra folklore,…

28 Aprile 2024 19:09
  • Progetti e iniziative

Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere: la nuova illy Art Collection dedicata a Biennale Arte 2024

Il sodalizio con l’Esposizione Internazionale d’Arte si riconferma anche in occasione della 60. edizione arricchendosi di una illy Art Collection…

28 Aprile 2024 10:00
  • Teatro

Harold Pinter, la parola di accusa: Lino Musella al San Ferdinando di Napoli

Lino Musella lega tre brevi pièce del grande drammaturgo Harold Pinter sul filo della potenza della parola, tra questioni razziali…

28 Aprile 2024 8:10