Una sessantina di opere – dipinti, sculture e ceramiche di Miquel Barcelò – sono state allestite nella Sala delle Colonne e nel Salone Centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna con l’intento di ricreare l’atelier dell’artista.
Un modo per entrare nel vivo dell’arte di Barcelò, che ha scelto nel corso degli anni questo tema come soggetto privilegiato per riflettere sulla sua arte e per autoritrarsi, vedersi da lontano.
Tutto può esistere nell’atelier ma non al di fuori di questa realtà: (…) l’atelier sostiene l’artista è come il quadro, delimita la realtà. L’atelier – dunque l’arte – sembra divenire l’unica realtà possibile. La serie di quadri che apre il percorso espositivo introduce nell’Atelier di Barcelò. In Anguille troviamo rappresentati gli strumenti del suo operare: tele dipinte, pennelli immersi nei secchi di materia ancora fluida, che attende di essere plasmata. Una pittura che contiene la forza generatrice del suo gesto e che si fa materia, acquistando spessore; il soggetto rappresentato assume una vera e propria fisicità: così nel quadro la donna sembra presentata nella sua corporeità . In tal modo l’artista persegue quel rapporto tra iconografia e materia, che è una peculiarità della sua ricerca artistica.
E ancora nelle spazio dell’atelier sono presenti tavole piene di oggetti, come in Table aux tetes: libri, teschi, teste di animali, che ancora attraverso il rilievo sono presentati nella loro qualità di oggetti.
L’interesse di Barcelò per la materia lo porta a ridurre la separazione tra le varie forme linguistiche: la pittura non viene da lui considerata nella sua bidimensionalità, ma nella sua fisicità. In una delle sue opere più recenti Mer du Nord l’artista rivela la fenomenologia e il carattere tridimensionale della pittura. L’universo marino è qui presentato in tutta la sua carica vitale, attraverso una pittura densa, ottenuta capovolgendo la tela e così creando delle stalattiti.
L’opera dell’artista inoltre si arricchisce dell’esperienza dei suoi viaggi: Maiorca, dove è nato, Barcellona, Parigi, New York, Napoli… Soprattutto l’Africa, con i suoi colori, il deserto, il vuoto, la luce intensa e le forti ombre, diviene il luogo privilegiato che più si avvicina alla sua poetica.
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