Categorie: roma

fino al 12.III.2008 | Andrius Zakarauskas | Roma, Galleria Traghetto

di - 12 Febbraio 2008
Nel contenitore -che sia tela, foglio di carta o lastra di vetro- corpi apparentemente sospesi, agitati da un moto interiore. Corpi senza volto. Isolati o moltiplicati, sono il ritratto dello stesso soggetto: l’artista. Andrius Zakarauskas (Kaunas, 1982; vive a Vilnius) fa dell’autoritratto il mezzo per esprimere la propria idea sull’arte, chiedendo a se stesso e allo spettatore che cosa voglia dire fare pittura al giorno d’oggi. “Veicola lo stato di ansia e di perdita e l’atmosfera di falsità quando non c’è nessuna concreta direzione. Allo stesso tempo il vuoto colmato dalla melanconia e dall’inquietudine è un vitale e magico processo di pittura.”, scrive Raminta Jurenaite in catalogo. Scoperto lo scorso anno a Vienna da Elena Povellato, responsabile della Galleria Traghetto, l’artista lituano espone per la prima volta in Italia, e seguirà in maggio un’altra mostra nella sede veneziana della galleria.
Anche l’uso dei colori -vaste campiture monocrome- connotano il lavoro di implicazioni psicoanalitiche. Il blu, l’antracite, il bruno, il nero, ma anche tanto bianco, quello dei panorami innevati della Lituania, visioni consuete per il pittore. Quanto al nero, è spesso illuminato dalla comparsa veloce di altre tonalità (verde, rosa, macchie di rosso) come nei due oli Hände Hoch I e Hände Hoch II, dove le braccia rosa escono fuori dal buio del racconto, rimandando nella loro costruzione figurativa alla grande tradizione pittorica secentesca. Non può non venire in mente l’uso teatrale e drammatico della luce di Caravaggio.

Zakarauskas ha una valida formazione alle spalle: alla Vilnius Art Academy ha studiato pittura, partendo dalla tecnica e guardando agli artisti del passato, a cui attinge in una sua interpretazione personale. In Possible Sunset of My Revolution, ad esempio, la composizione della massa di corpi è il Delacroix di La libertà guida il popolo. Girando per i musei di Madrid -durante il soggiorno alla Miguel Hernandez Universidad di Altea, nel 2004- l’incontro con l’opera di Goya; quanto al panorama contemporaneo, cita Francis Bacon e Luc Tuymans, sottolineando anche la grande influenza del cinema di David Lynch.

Il titolo della mostra, It is possible the sunset of my revolution, è una domanda, non un’affermazione. “Il punto interrogativo non c’è, ma è implicito. Può essere il tramonto della mia rivoluzione? Ognuno ha la possibilità di dare la propria risposta. Tutte le opere dialogano tra loro, pur non essendo brani di una storia vera e propria”, spiega l’artista. “Come Bacon, vedo le persone all’interno di uno spazio -il mio studio- delimitato in basso dal pavimento, che rimanda a un’esperienza reale e, in alto, dal paesaggio frutto, invece, di un’astrazione. Le figure sono sospese, sì. Ma le dipingo sempre stando all’interno del mio studio. Questo è il mio gioco. Mi sdoppio, dipingendo me stesso, ponendomi quindi sia come autore che come spettatore. Attraverso la pittura capisco. Parto da uno schema iniziale, che non è sempre chiaro, per procedere con grande libertà”.

manuela de leonardis
mostra visitata il 1° febbraio 2008


dal 2 febbraio al 12 marzo 2008
Andrius Zakarauskas – It’s possible the sunset of my revolution
Galleria Traghetto
Via Reggio Emilia, 25 (zona Porta Pia) – 00198 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 14.30-19.30 o su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel./fax +39 0644291074; roma@galleriatraghetto.it; www.galleriatraghetto.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30