Categorie: roma

fino al 15.I.2010 | Stephan Balkenhol | Roma, Foro di Cesare

di - 17 Dicembre 2009
Un grande torso si erge solitario nel mezzo del Foro di
Cesare. È l’imponente scultura che dal lontano nord è stata appositamente
realizzata dal teutonico Stephan Balkenhol (Fritzlar, 1957).
Sulla scia del progetto Giganti, curato da Ludovico Pratesi
in collaborazione con Valentina Bonomo, questa recente installazione,
nonostante le fisiologiche difficoltà burocratiche incontrate lungo il cammino
della sua attuazione, è la ri-conferma di come l’arte contemporanea non sia
antitetica all’antico ma, al contrario, sia in grado di entrare in armoniosa
relazione con esso. Inoltre, Balkenhol non è affatto nuovo a progetti simili, e
le numerose sculture permanentemente installate in alcune città europee – da
Amburgo a Berlino, da Amiens a Salisburgo – ampiamente lo dimostrano.
Senza specifiche indicazioni e, purtroppo, non
ben visibile dalla strada a causa di alcuni lavori in corso, il lavoro di
Balkenhol è una scultura che percettibilmente racchiude in sé molta storia
dell’arte, a cominciare dalla tecnica stessa. Riattualizzando l’antica pratica
della scultura in legno dipinto, largamente diffusa in epoca medievale e
rinascimentale, il busto di un giovane è scolpito in un unico blocco di legno di cedro (che, per
motivi di trasporto, si è dovuto tagliare in due, e ciò spiega la fenditura che
percorre la statua in tutta la sua lunghezza).

Percorso da un misto di malinconia e lieve tristezza, il
volto non è un ritratto (seppure alcuni vi abbiano voluto rintracciare una
certa somiglianza con lo stesso artista di qualche anno più giovane), ma
semplicemente una rappresentazione ideale della giovinezza: un ragazzo comune,
di tutti i giorni, né vittima né eroe, una sorta di icona ieratica. Ulteriori
evidenti rimandi alla storia dell’arte sono nel forte pondus e nel chiasmo del corpo, che
fanno apparire la scultura come una perfetta riproduzione policletea.
Un viso, caratterizzato da uno sguardo imperscrutabile e
perso nel vuoto, che sembra “riflettere sulle possibilità mancate e su
quelle da creare
”,
spiega lo stesso Balkenhol, “per accumulare maggiore ricchezza”. Bramosia umana, simbolicamente
rappresentata dalla tonnellata di dischi metallici, di diverse grandezze e
materiali, che l’artista ha voluto inserire in un secondo momento rispetto al
progetto originario, che circondano la scultura e che raffigurano delle monete
e altresì il fasto dell’Impero Romano.

Sempre più…
, il titolo dell’installazione, vuole infatti sottolineare
questa preoccupazione e il modo di agire dell’uomo. Avidità e atteggiamenti
analizzati nella loro più ampia accezione della difficoltà umana di appagamento
e di continua rincorsa di qualcos’altro.

articoli correlati
Personale da
Valentina Bonomo

daniela trincia
mostra visitata il 25 ottobre 2009


dal 25 ottobre 2009 al 15 gennaio 2010
Stephan Balkenhol – Sempre più…
a cura di Ludovico Pratesi
Foro di Cesare
Via dei Fori Imperiali – 00186 Roma
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0645424396; o.eberspacher@futuronline.it

[exibart]


Articoli recenti

  • Fotografia

Kyoto, città della fotografia: cosa abbiamo visto al Kyotographie 2026

Il festival Kyotographie esplora il concetto di limite attraverso mostre tra templi, architetture storiche e spazi urbani, con artisti da…

14 Maggio 2026 12:42
  • Musei

Firenze non è un museo: la nuova identità di GAMB ridisegna anche la città

Firmata da Migliore+Servetto, la nuova identità visiva di GAMB Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello apre una riflessione…

14 Maggio 2026 11:39
  • Mostre

Andrea Mirabelli porta in pittura il collasso dei simboli politici

Per la sua prima mostra da A+B Gallery di Brescia, Andrea Mirabelli presenta dipinti inediti e una scultura dedicati alla…

14 Maggio 2026 10:35
  • Mostre

Per Sonia Kacem l’ornamento è forma pura: la mostra a Palermo

Per la sua personale a L’Ascensore di Palermo, Sonia Kacem trasforma lo spazio in una superficie di pura forma: una…

14 Maggio 2026 9:29
  • Progetti e iniziative

Arte tra le Dolomiti: due nuove opere in programma per RespirArt 2026

La 18esima edizione di RespirArt porta nelle Dolomiti del Trentino le nuove opere site specific di Antonella De Nisco e…

13 Maggio 2026 18:14
  • exibart.prize

La Fondazione Ado Furlan presenta la mostra personale di Arianna Ellero

La pittura non costruisce immagini: costruisce condizioni. Il segno non descrive, incide; il colore non rappresenta, agisce

13 Maggio 2026 17:08