Categorie: roma

fino al 15.XI.2002 | Ron Mueck / Paula Rego | Roma, Accademia Britannica

di - 31 Ottobre 2002

L’espressione è risoluta, il gesto fermo. L’angelo – Angel è il titolo di quest’opera datata 1998 – brandisce una spada e stringe con vigore una spugna. Paula Rego (Lisbona, 1935 vive e lavora a Londra) gli ha dato le fattezze di una donna e la presenza inquietante di una creatura fuori dal tempo. È una figura femminile – ma dai tratti somatici abbastanza androgini – ritratta a colpi di pastello, monumentale (i riflessi li dobbiamo al supporto utilizzato dall’artista, una lastra di alluminio), mentre allarga le braccia in un gesto di sapore biblico. Sembra scolpita dall’incastro di luci e d ombre, che si fa insistente tra le pieghe della gonna e diventa metallico nei volumi semplificati del busto e delle maniche.
A quest’incombente signora – che nonostante la declinazione sacra non sembra poi tanto rassicurante – fa da contrappunto un’altra creatura del cielo di dimensioni ridotte e l’apparenza modesta: è una piccola scultura di Ron Mueck (Melbourne, 1958 vive e lavora a Londra) – che di Paula Rego, lo diciamo per inciso, è genero e che a lei deve la sua mostra d’esordio – in cui il tipico sconcertante realismo lascia trapelare un’aurea ieratica. Untitled (Standing Man) (2002) riproduce in scala una sorta di chierico vagante in vesti contemporanee: indossa un abito talare bianco, sulle spalle, con una certa noncuranza, ha un impermeabile spiegazzato, particolare trascurabile per una discreta rivelazione. Con l’impermeabile – il classico trench – l’uomo fa parte del presente, è quasi probabile: la solennità, l’essenza non materiale si manifestano poco a poco, come una sottile trasformazione. Potrebbe dileguarsi da un momento all’altro.
Mostra a due voci a metà tra confronto generazionale, affari di famiglia e riflessione su specificità tecniche e dinamiche dell’illusione tra scultura e pittura… questo piccolo allestimento nell’atrio del nuovo Sainsbury Lecture Theatreè fatto di solo due opere: per un assaggio – ma ci sembra una buona premessa – di quel che sarà del prossimo Gallery Programme (curatore è Cristiana Perrella) della British School.

articoli correlati
Tony Matelli, scultura iperrealista alla galleria Sperone
Scanner, una performance alla British School

mariacristina bastante
mostra vista il 6.X.2002


Heavnly Creatures – Ron Mueck Paula Rego, a cura di Cristiana Perrella
British School, via Gramsci 61 (Pinciano – Villa Borghese – Flaminio), 0632649831 – 5, merc_dom 15-19 ch lun_mar, ingresso libero. Fino al 15.XI.2002


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Una performance è per sempre: a Cavalese la prima edizione di Performa

Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…

24 Aprile 2026 21:43
  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01