Nel 1891, l’allora ministro Pasquale Villari, istituì il Pensionato Artistico Nazionale, diviso nelle sezioni di pittura, scultura, architettura e, per ultima, decorazione, a sostegno della giovane arte italiana.
Si trattava di un’istituzione che, attraverso l’erogazione
Purtroppo il Pensionato ebbe vita breve, ma di quest’esperienza ci restano una buona parte di opere, per lo più di proprietà dell’Accademia di Belle Arti e della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, a cui furono date in deposito negli anni ’50.
La GNAM, proprio a documentare dei rapporti che l’hanno legata al Pensionato, oggi ci presenta parte dei lavori provenienti dai vari saggi e concorsi, in una mostra che, al di là della notorietà più o meno raggiunta poi dagli artisti, è testimonianza di un momento della pittura accademica italiana, dall’Italia post unitaria fino alla vigilia della II Guerra, spesso trascurato dagli spazi espositivi.
Sono visibili, infatti, La Lunetta con raffigurazione allegorica di Emilio Notte, tre lunette di Bargellini, prove di quelle che parteciparono al concorso per i propilei del Vittoriano e due rilievi di Carlo Fontana più uno di Zanelli, unici gessi al momento non in fase di restauro.
Per gli altri, la Galleria Nazionale ci rimanda ad un prossimo appuntamento.
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