“Un bambino che parla. Una sedia che si sposta. Una suoneria di cellulare. Un cane che ansima. Un piccolo sibilo. Un rumore metallico. Un colpo di tosse. Chiacchiericcio. Di nuovo una suoneria di cellulare. Passi. Rumori sommessi. Un rumore metallico. Sempre il bambino… ”. Così, seduto sullo sgabello di fronte al pianoforte -i gomiti poggiati sulle ginocchia- con un filo di voce e l’aria distratta, Luca Miti dona la parola ai suoni-rumori intorno a sé, dentro e fuori la galleria. È Fuori di Cornelius, dedicato a Giuseppe Chiari. Poi esce di scena. Dopo pochi minuti rientra, si siede nuovamente al pianoforte e con gesti malfermi e apparentemente insicuri, come se stesse cercando delle note o trovando una sequenza, con il dito di una sola mano accarezza i tasti dello strumento. “Bisogna non saper suonare per interpretare questo brano. Lo hanno eseguito due bambini molto meglio di me” sono le parole che chiudono la performance.
Ad entrare in scena, ma sedendosi di fronte ad un computer, è ora Piero Mottola con le sue Distanze emozionali, sistema compositivo da lui ideato che può essere considerato l’evoluzione della ricerca di Chiari attraverso l’utilizzo del digitale. Con i suoi brani composti con il suono-rumore, Mottola mira infatti a creare delle associazioni emozionali che, protratte nell’esecuzione del componimento, danno vita alle “passeggiate” (termine adottato da Mottola per indicare questo prolungamento temporale).
Attraverso la scelta di determinati suoni e il loro susseguirsi, egli vuole suscitare nello spettatore differenti suggestioni e generare, dunque, una sorta di percorso emozionale. Alla quarta edizione -per fortuna quest’anno senza pioggia- la Notte Bianca catalizza nella Capitale l’attenzione generale e l’organizzazione di numerose manifestazioni: quest’anno circa quattrocento. E nell’oceano di proposte, molte -fortunatamente- non squisitamente d’intrattenimento, si collocano le performance di musica d’avanguardia e di sperimentazione di Piero Mottola (Caserta, 1967) e Giuseppe Chiari (Firenze, 1926). O meglio, del sostituto di Giuseppe Chiari, Luca Miti, tra i più accreditati discepoli del Maestro, di cui più volte ha eseguito le opere. Ormai ottuagenario, Chiari centellina infatti le sue apparizioni.
Inserito a pieno titolo nel folto elenco degli artisti che diede
daniela trincia
mostra visitata l’8 settembre 2006
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